Martedì 19 marzo 2019

Giorgio Zini: la dimensione alpina di Livigno Mountain Shopping

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226083_2135590722400_2441704_nCurriculum di tutto rispetto per il nostro ultimo intervistato, che abbiamo avuto il piacere di incontrare all’Hotel Intermonti di Livigno mentre nevicava.
Stiamo parlando di Giorgio Zini, dottore commercialista, maestro di sci, presidente dell’Azienda di Promozione Turistica di Livigno dal 2001 al 2009, presidente SkiPass Livigno dal 1999 al 2005, direttore generale dei mondiali MTB di Livigno del 2005, direttore generale dell’APT dal 2009 al 2012.

Sposato con Catia, padre di Emanuele (16 anni) e Alex (14 anni), vanta al suo attivo la partecipazione alle Olimpiadi invernali di Albertville del 1992 nel freestyle, in quella occasione ammessa per la prima volta alle gare a cinque cerchi, proseguendo la tradizione sportiva di famiglia, in particolare di sua sorella Daniela, protagonista nella valanga rosa degli anni ’80 con grandi vittorie in Coppa del Mondo e medaglie mondiali nello sci alpino.
Il presente lo vede impegnato come Presidente di Valfin, società che dispone di ottocento posti letto nel Piccolo Tibet, e amministratore delegato della Cooperativa di Consumo di Livigno che coinvolge cinquecento famiglie del paese e possiede quattro negozi al dettaglio, rappresentando una delle realtà più importanti della località turistica.

Olimpiadi Albertville 1992

Olimpiadi Albertville 1992

Perché Livigno è più bella di S. Moritz, ma non è “S. Moritz”, nonostante le risorse a disposizione?
Diciamo prima di tutto che dal punto di vista ambientale Livigno ha mantenuto la sua identità di paese alpino, al contrario di S. Moritz. Noi non abbiamo ricreato la città in montagna, a Livigno non troviamo realtà architettoniche contraddittorie. Una valle di dodici km sviluppata come la nostra località è unica. Tornando alla domanda, abbiamo storie diverse alle spalle. In Engadina sono riferimenti turistici da tanto tempo, grazie a scelte fatte due secoli fa che hanno permesso nel tempo di identificare S. Moritz come uno dei riferimenti del turismo mondiale. Livigno ha una storia turistica ancora giovane, che è partita negli anni ’70, consolidata con il boom degli anni ‘80 e ‘90. Fondamentale in questo senso è stata l’apertura del tunnel verso la Svizzera che ha creato i presupposti per lo sviluppo turistico. Il passaggio da paese agricolo-commerciale a commerciale-turistico ha comportato la trasformazione dei commercianti che hanno deciso di destinare le loro risorse nel turismo. Ora con il cambio generazionale in atto assisteremo a un’ulteriore modifica sociologica degli operatori. Sarà una grossa sfida.
A suo avviso è pienamente sfruttato il potenziale livignasco?

Per quanto concerne la notorietà del paese, va smontato il luogo comune che ci identifica solo come zona duty free, diverse indagini del recente passato rivelano che gli ospiti non raggiungono la nostra località solo per la convenienza doganale, ma questa caratteristica viene considerata un plus del Piccolo Tibet, che su questa fortuna ha innestato altre numerose opportunità.

Giorgio Zini con i figli a Livigno

Giorgio Zini con i figli a Livigno

Quindi secondo lei Livigno non è solo duty free?
Certo, infatti le ultime scelte della comunicazione spingono il brand “Livigno Mountain Shopping”, insistendo sul concetto di andare in vacanza con 250 negozi a disposizione del turista, caratteristica da valorizzare al di là della convenienza economica. Questa risorsa non è certo usuale in montagna e va enfatizzata, anche grazie alle scelte di specializzazione delle attività commerciali che sono state premiate dal mercato.
Che stagione sta attraversando il Piccolo Tibet?
Una stagione positiva, anche se risente ovviamente dell’incertezza generale, ma la nostra importante apertura internazionale compensa i settori dove troviamo maggiori difficoltà. Il mercato che è cresciuto enormemente è sicuramente quello polacco, che supera il 20% delle presenze.
Ma Valtellina e Livigno prima di tutto non dovrebbero essere la montagna di Milano e della Lombardia?
Assolutamente, per Livigno il mercato italiano è ancora il primo, con una percentuale su base annua del 50%, la Lombardia poi rappresenta la prima regione del nostro bacino di utenza. Va ricordato che i villeggianti da noi sono quasi assenti, disponiamo infatti di 5.000 posti letto in albergo e 7.000 negli appartamenti, anche grazie al fatto che storicamente nel paese gli immobili sono stati affittati e non venduti, e le vendite sono sempre rimaste nel mercato interno, impedendo il fenomeno delle seconde case.
C’è però il problema che la permanenza media dei vacanzieri in inverno è di sei giorni e nell’immaginario collettivo del “milanese” che vuole fare la settimana bianca Livigno entra in competizione con altre località più veloci da raggiungere dalla città a causa delle nostre infrastrutture viabilistiche. Oggi le vacanze sono più brevi rispetto al passato e quindi le strade incidono tanto nelle valutazioni, ovviamente nei week end Livigno è meno competitiva.
Finiamo con il nostro classico video appello, questa volta bagnato da una nevicata, intitolato “cosa trovi a Livigno Mountain Shopping”:

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