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Giornale turistico della Valtellina

L’appello di Michele Comi: “no all’eliski in Valmalenco”

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Domenica 18 novembre 2018

Tutto questo vorticar di “pale” e di parole forse può creare un’utile massa critica per tentar di arginare la diffusione della metastasi.
Che l’elisci si faccia in modo seriale e “istituzionalizzato” altrove forse ci può anche stare, fatti loro, ma che il modello venga esportato nei ristretti e autentici spazi alti di Valmalenco mi preoccupa assai.
Ecco la nota che ho trasmesso ai sindaci in data 11 gennaio 2015.
La risposta cortese e tranquillizzante avuta solo dal Sindaco di Lanzada mi solleva qualche fosco presagio, spero di sbagliarmi.
Buongiorno,
segnalo che nelle ultime settimane ho ricevuto diverse telefonate da parte di Guide alpine austriache e tedesche che mi chiedevano informazioni riguardo le condizioni d’innevamento per la pratica dell’eliski in Valmalenco.
Ho risposto che la gran prevalenza delle montagne di casa ricade in area SIC ove l’uso dell’elicottero per finalità turistico-sportive è vietato.
Stupisce la richiesta da parte di Guide straniere, forse alimentata dal fatto che a casa loro le possibilità di volo sono estremamente ristrette o totalmente vietate. Saranno certamente attratti dalla bellezza delle nostre montagne, probabilmente unita all’assenza di controllo e sanzioni realmente applicabili.
Inutile ricordare quanto la pratica dell’eliski sia dannosa, diseducativa, dispendiosa e altamente impattante, oltre che dai ritorni economici in loco irrilevanti.
Segnalo inoltre che le uniche aree d’interesse fuori dal SIC sono la Val Giumellino e la Conca d’Arcoglio (già gravata dall’annosa questione motoslitte), ora nel mirino delle truppe elitrasportate, desiderose di legittimazione, pronte a trasformare la montagna in un rumoroso ed invasivo campo di divertimento, in netto contrasto con la frequentazione attenta e consapevole che tanti ospiti e residenti appassionati praticano da sempre in queste aree.
Per questo chiedo alle Amministrazioni di prestare molta attenzione nell’avallare o appoggiare eventuali iniziative per la pratica dell’eliski in Valmalenco.
Oltre alle criticità sopraindicate è indubbio che l’eliski allontana altre e ben più consone attività in montagna (escursionismo,scialpinismo) attivando una pubblicità fortemente negativa e controproducente.
Grazie per l’attenzione.
Michele Comi Guida Alpina

  1. Gian Maria Rispondi

    Credo che lo scempio della valmalenco ad opere delle numerose cave presenti siamo molto peggio. Bisogna aprirsi al futuro altrimenti si rischia di fallire. Se chiudono gli impianti Comi porterà la gente a guardar margherite??

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