Martedì 22 giugno 2021

20 anni di Funifor allo Stelvio

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Luglio 1999, la ditta Holzl di Lana, vicino Merano (oggi legata al gruppo Doppelmayr) iniziava i lavori di costruzione del suo fiore all’occhiello, dopo anni di studi, quello che ha battezzato come Funifor, il migliore impianto a fune aereo al Mondo. Dopo la fine lavori in autunno ed i primi collaudi a vuoto, lo inaugurava nel Giugno 2000 per l’inizio della stagione sciistica. La Holzl decise di montare e sperimentare in anteprima mondiale il primo impianto al Passo dello Stelvio, nel tratto Trincerone – Livrio (3020-3175 m), dove le condizioni meteorologiche “estreme” della zona, dovute al clima d’alta quota, avrebbero permesso il miglior collaudo. Si tratta di una tecnologia unica, il meglio di quanto si possa chiedere ad un impianto a fune al giorno d’oggi. Offre prestazioni eccezionali in ambienti difficili di alta montagna, è in grado di far fronte a condizioni meteorologiche dove ogni altra funivia smette di funzionare: resiste a venti superiori ai 100 km/h con una stabilità senza precedenti, ha una totale indipendenza delle cabine, un sistema di recupero facilitato, campate più lunghe senza utilizzo di sostegni in linea e stazioni più basse di minore impatto ambientale. La particolarità del Funifor sta nella fune traente, tesa a doppio anello, la principale innovazione è stata spostare le funi al di fuori dalla sagoma della cabina portando ad una maggiore stabilità delle vetture, possibilità di realizzare sospensioni molto piccole e di conseguenza stazioni più piccole e più basse del 50%. Il cuore del brevetto è proprio la disposizione del cavo traente, in entrambe le stazioni la fune si avvolge su pulegge verticali, due motrici a valle e due rinvii a monte. Il carrello è equipaggiato con quattro pulegge di compensazione disposte orizzontalmente che annullano la necessità di installare qualsiasi sistema meccanico di ancoraggio tra fune traente e carrello. Le due linee sono completamente indipendenti, le vetture possono marciare parallelamente oppure, nei momenti di scarso traffico, si può far viaggiare una sola vettura, cosa impossibile nella classiche funivie; altro vantaggio è il salvataggio facilitato grazie alla possibilità di raggiungere con la vettura funzionante quella guasta e trasferire i viaggiatori con una semplice passerella. Dopo anni di test e risposte positive dallo Stelvio, Doppelmayr ha iniziato a produrre il Funifor, tra i primi ad averlo furono Alagna con l’impianto di Punta Indren, negli ultimi anni montato anche a Pejo 3000 e in molte altre località poste a quote elevate, dove la resistenza e la sicurezza sono la priorità. Noi italiani siamo i leader sul pianeta nella costruzione di impianti a fune, questo deve essere un vanto. Ancora oggi sulle cabine dello Stelvio troverete la scritta “novità mondiale”.
Marco Trezzi

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