Sabato 27 novembre 2021

Il 25 giugno la Granfondo Internazionale Gavia e Mortirolo

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Strada provinciale 29 del Passo Gavia I passi del Gavia e del Mortirolo hanno contribuito forse più di ogni altro luogo all’epopea gloriosa del ciclismo in generale e del Giro d’Italia in particolare. Il Mortirolo collega la Valtellina, in provincia di Sondrio, alla Valcamonica, in provincia di Brescia, e non è una salita ma un’opera d’arte che esalta gli sportivi più arditi; scalato dal Giro per la prima volta nel 1990, nella diciassettesima tappa Moena-Aprica. Emozioni che coinvolgeranno cicloamatori di ogni specie alla Granfondo Internazionale Gavia & Mortirolo del 25 giugno all’Aprica.
Tre spettacolari percorsi, un granfondo di 175 km che farà affrontare i Passi Gavia, Mortirolo e Santa Cristina con un dislivello complessivo di 4500 metri, un mediofondo lungo 155 km con Gavia e Mortirolo e un dislivello di 3600 metri, ed una prova fondo per i meno preparati di 85 km con un dislivello di 1850 metri e Mortirolo e Santa Cristina protagonisti.
L’ascesa del Gavia torna in grande spolvero per la Granfondo Internazionale, ed è classificabile come una salita alpina lunga, dall’importante dislivello e dall’elevata quota altimetrica, Cima Coppi per ben sette volte nel Giro d’Italia 1989, 1996, 1999, 2004, 2006, 2008, 2010. La prima ascesa risale al 1960, con il vicentino Imerio Massignan soprannominato “gamba secca” per la sua caratteristica pedalata dovuta ad una gamba più corta dell’altra, che giunse in solitaria in vetta ma cedette all’“angelo della montagna” Charly Gaul a causa di ben tre forature in discesa, con la strada allora in molti tratti ancora in sterrato, asfaltata negli anni ’90 nella seconda parte della salita dal versante bresciano di Ponte di Legno proprio per favorire il passaggio della competizione ciclistica. Oggi, assieme al Passo del Mortirolo, il Gavia rappresenta la meta più ambita dai cicloamatori, un’area, quest’ultima, tristemente famosa anche per essere stata teatro durante la seconda guerra mondiale di alcune battaglie fra partigiani e fascisti in ritirata verso il Trentino. Il Mortirolo è salito alla ribalta per le pendenze accentuate e costanti, e per imprese entrate nella leggenda del ciclismo, come quando un allora emergente Marco Pantani staccò i più quotati avversari in occasione del Giro d’Italia 1994, rappresentato anche in località “Piaz de l’acqua” con una scultura di Alberto Pasqual dedicata al “pirata”.

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