Venerdì 07 maggio 2021

5mila i dipendenti pubblici in Valtellina, 3mila nella sanità

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Di seguito alla riunione della Conferenza provinciale permanente tenutasi nello scorso 24 febbraio, all’interno della quale era stato trattato, tra gli altri, il tema della situazione degli organici delle Pubbliche amministrazioni, il Prefetto Dottor Salvatore Pasquariello ha interessato nuovamente il 31 marzo scorso il Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri e vari Uffici del Ministero dell’Interno e del Ministero della Giustizia.
E’ stato preliminarmente fatto presente che:
– l’emergenza sanitaria in corso ha portato con forza una nuova centralità dell’azione pubblica unitamente ad una sua rilegittimazione. All’azione dello Stato e delle amministrazioni regionali e comunali si guarda per un’attuazione tempestiva delle misure di sostegno alle famiglie e alle imprese, cominciando dai soggetti maggiormente in difficoltà.
– sono infatti le Pubbliche amministrazioni che stanno gestendo e dovranno gestire, con procedure trasparenti e veloci i fondi pubblici che prima i decreti legge, poi i nuovi strumenti finanziari dell’Unione Europea hanno stanziato e stanzieranno per rispondere all’emergenza pandemica.
– questo richiede un salto di qualità della Pubblica amministrazione sia nel supportare il decisore politico nel costruire strategie e obiettivi di spesa, sia nel realizzarli efficacemente e con tempestività.
– tutto ciò richiede anche che la rilegittimazione del settore pubblico si evolva con personale competente e rinnovato, capace di dare certezze e fissare indirizzi nei diversi contesti ed attraverso un costante dialogo con il mondo del lavoro, delle imprese e della società civile.
– va tuttavia rilevato che l’Amministrazione pubblica è arrivata ad affrontare questa prova in una situazione di fragilità e di grave debolezza riassumibili soprattutto nella circostanza che, nell’ultimo decennio, a livello nazionale, si è assistito alla riduzione di circa 212.000 unità di personale, peraltro in una Amministrazione che racchiude il 14% dei lavoratori impiegati sul totale degli occupati, percentuale sotto la media europea.
strettamente collegato alla riduzione di organico è l’innalzamento dell’età media dei dipendenti pubblici (la più alta dell’area OCSE), che ha raggiunto i 51 anni, mentre gli under 30 sono meno del 3%; si assiste, altresì, ad una notevole crescita del ricorso a figure flessibili ed al precariato il cui numero ha superato le 350.000 unità; si è verificata, inoltre, da una parte una forte flessione della spesa sulla formazione del personale scesa da 263 milioni del 2008 a 154 milioni del 2018; dall’altra una composizione del pubblico impiego sbilanciata verso i profili giuridici e carente delle nuove figure professionali tecniche, di organizzazione e di negoziazione.*
*Dati desunti dal documento “proposte per pubbliche amministrazioni che orientino da subito il nuovo sviluppo sostenibile” redatto da Forum PA e Forum Disuguaglianze e Diversità – maggio 2020
Il Prefetto ha poi fatto presente che ha voluto approfondire la problematica durante e dopo la predetta riunione della Conferenza provinciale permanente anche con i tre sindacati confederali, che hanno declinato lo stato di salute della Pubblica amministrazione a livello provinciale.
Il lavoro svolto insieme ha evidenziato che:
lo spaccato attuale mostra una situazione complessa che appalesa forti problematiche e criticità, oltre ad un futuro alquanto incerto, dopo anni di impoverimento del personale con tagli che rischiano seriamente di compromettere la tenuta del sistema nel suo complesso; è necessario un piano straordinario di assunzioni, di risorse finanziarie destinate alla Pubblica
amministrazione, di maggiore digitalizzazione, formazione, sicurezza e valorizzazione delle competenze;
i pensionamenti e la mancanza di affiancamenti e di passaggi di consegne originano una dispersione di competenze e conoscenze che si riflette inevitabilmente sui servizi erogati alla cittadinanza;
preoccupante il dato riguardante l’età media degli addetti della pubblica amministrazione rispetto alle esigenze di digitalizzazione e snellimento del sistema pubblico; in provincia di Sondrio gli addetti sono circa 5.000, di cui 3.000 occupati nella sanità pubblica;
la provincia di Sondrio sconta la sua specificità territoriale di lontananza dai grandi centri, in particolare il reclutamento di personale da parte dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Valtellina e Alto Lario e delle Residenze Socio Assistenziali RSA rappresenta da tempo un problema rilevante; le autonomie locali, rappresentate da numerosissimi Comuni dispersi e lontani uno dall’altro, usufruiscono di pochissimi operatori;
i dati raccolti tramite delle specifiche schede nelle quali sono state messe a confronto le dotazioni organiche delle varie amministrazioni con la situazione allo stato attuale (31 dicembre 2020) e con la prospettiva per gli anni a venire a causa dei pensionamenti del personale (31 dicembre del 2021, 2023 e 2025), mostrano una situazione di diffusa sofferenza in molte delle pubbliche amministrazioni, con dei casi ai limiti della sostenibilità che rischiano di mettere a repentaglio nel prossimo futuro anche lo stesso funzionamento di alcuni uffici pubblici, ove non venisse posto un freno alle carenze prima esplicitate;
in particolare vanno evidenziate, per citare le situazioni più critiche, quelle del Tribunale, dell’Archivio di Stato e della Prefettura:
per il Tribunale – e in certa misura anche per la Procura della Repubblica e per gli uffici del Giudice di pace – il dato riporta, rispetto alla dotazione organica, un sostanziale dimezzamento della forza lavoro che si aggraverebbe ancor di più a causa del pensionamento, nei prossimi 5 anni, di un altro 25% del personale;
la situazione dell’Archivio di Stato solleva molta preoccupazione dato che delle attuali 4 unità di personale (che già costituiscono la metà di quelle previste in dotazione organica), verrebbero praticamente ad azzerarsi a causa del collocamento a riposo di 3 dipendenti nei prossimi tre anni.
la Prefettura ha subìto progressivamente un drastico calo del personale dovuto alla mancanza di turn over e con una prospettiva di ulteriore significativo ridimensionamento a causa di pensionamenti (solo quest’anno si sono già registrati e nei prossimi mesi si registreranno complessivamente ben 5 collocamenti a riposo), al quale solo in parte e solo per taluni uffici si sta facendo fronte con personale con contratto interinale o ricorrendo a risorse provenienti da progetti.
Il Prefetto ha infine trasmesso al Governo anche le schede raccolte per le altre amministrazioni dello Stato presenti in questa provincia.
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