Mercoledì 20 ottobre 2021

Alla scoperta del Forte Sertoli Canali nel tiranese

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Il forte Sertoli in località Canali nel tiranese era armato con quattro cannoni da 149 mm con gittata massima di quasi 12 chilometri. Non sparò mai un colpo. Costruito per combattere il nemico, lo attese nelle due grandi guerre inutilmente. Forse è per questo motivo che i tiranesi amano quel forte, appare nell’immaginario collettivo come un bue mansueto che non ha mai fatto male a nessuno.
Il forte Sertoli fu costruito tra il 1913 e il 1914 in funzione di una precisa strategia militare: non mirava a colpire il nemico in prossimità del forte, ma a fronteggiarlo da lontano in modo tale che non potesse entrare nella conca di Tirano.
Il suo scopo era quello di martellare con artiglieria di grosso calibro le truppe nemiche impedendone l’ammassamento. Tra i suoi compiti vi era quello di distruggere i ponti, le strade, la ferrovia e tutto ciò che avrebbe consentito il transito e lo stazionamento del nemico e di proteggere la Valle da una eventuale invasione proveniente dall’Engadina.
Per essere adatto allo scopo il forte doveva essere costruito in una posizione strategica e ben mimetizzato, doveva essere dislocato in un’area dove i suoi tiri di cannone avrebbero spaziato da nord a sud e per questo era stata scelta la piana di Canali sulle pendici del monte Padrio.
Allora si temeva un’invasione austriaca da Nord attraverso il passo della Stelvio, da Sud attraverso il passo del Tonale e dall’Aprica, ma soprattutto dall’Engadina giungendo in Val Poschiavo.
Il forte Canali poteva spaziare con i suoi tiri di cannone fino al Mortirolo, in Valle fino a Grosio, Mazzo e in Val Schiazzera e, nel caso di un’invasione austriaca o tedesca dalla neutrale Svizzera, le sue cannonate in Valposchiavo arrivavano oltre Brusio e in Val Saiento. Nel caso in cui l’invasione fosse avvenuta dall’Aprica e dalla bassa valle il fuoco del forte poteva arrivare fino a Teglio.
Il forte è stato protetto anche da un eventuale attacco di fanteria. Per questo è stato dotato di un fossato difensivo largo otto metri e profondo cinque con un ponte retrattile.
Insomma era stato progettato un forte somigliante alle antiche fortezze del passato, anche se non avrebbe sicuramente retto per molto tempo ad un assedio a causa della mancanza di una seria autonomia di viveri, di acqua e di energia.
Il forte Sertoli che dal 1918 era stato presidiato dall’artiglieria di Fortezza e in varie fasi dalla Territoriale è rimasto armato fino al 1949, poi il Ministero della Difesa decise di affidarlo al demanio pubblico e ora appare in rovina. Tutte le strutture accessorie esistenti negli anni ’50 sono state distrutte. Perfino le cupole corazzate dei cannoni sono state asportate senza accortezza distruggendo e diroccando il forte. Un vero scempio e un gran peccato, poiché altri forti come quelli di Montecchio Nord e del Venini hanno avuto migliore sorte.
Ora però le cose stanno cambiando, il Comune di Tirano sensibile a questo tema ha ottenuto dal Demanio la possibilità di disporre della struttura per strapparla al completo abbandono. Il forte Sertoli, anche se può sembrare un rudere immerso nella fitta boscaglia, non è del tutto irrecuperabile. Con dei costi non eccessivi e con buona volontà si può salvarlo dal degrado, renderlo accessibile e visitabile in sicurezza poiché la possente struttura è ancora valida.
Ciò sarebbe un atto dovuto in quanto il Forte Sertoli oltre che essere parte della nostra storia è anche parte di un territorio tra i più panoramici.
Ezio Maifrè

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  1. Stefano Funari Rispondi

    Va assolutamente recuperato, diverse attività commerciali e culturali potrebbero trovarvi posto, non sarebbe difficile e ne impossibile il coinvolgimento di mecenati del nostro tempo interessati a questa “chicca”..

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