Giovedì 21 novembre 2019

Alle Olimpiadi in Valtellina solo con i mezzi pubblici?

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L’assegnazione all’Italia dei Giochi Olimpici invernali 2026, ha avuto, come prima conseguenza, il nascere un po’ ovunque, non solo nei territori direttamente coinvolti, cioè Milano-Cortina (e Valtellina), di richieste, buoni propositi e annunci roboanti, a volte smentiti.
Tralasciando le uscite orgasmiche, anche in valle quasi tutti gli interventi si sono indirizzati verso la ricerca di miglioramenti della viabilità (ferroviaria e stradale).
Secondo i ben informati però, nel dossier olimpico presentato al CIO, non sarebbe prevista la costruzione di nuove strade, ma solo (si fa per dire) il potenziamento delle infrastrutture esistenti (ferrovie comprese).
In particolare le tratte stradali interessate, che riguardano la provincia di Sondrio, sarebbero, stando al piano dei trasporti elaborato dal CONI, le statali 36 e 38 (Milano – Bormio) e la statale 301 (Bormio – Livigno).
Buone notizie insomma, ma serviranno anni, pazienza e tanti (se non tutti) aspetti dovranno andare nella giusta direzione, senza intoppi di sorta.
Lasciando da parte la politica e facendo finta di avere fiducia in essa resettando gli ultimi secoli (che governino da qui al 2026 destra, sinistra, gialli, verdi o rossi “L’è l’istess”), quando di mezzo c’è la burocrazia del Bel paese fare previsioni è facile come cercare il ghiaccio nel deserto.
Anche per questo merita forse un ragionamento, o almeno una lettura, un aspetto non molto dibattuto in valle, che riguarda Cortina e che probabilmente è passato sotto traccia.
A quanto sembra è stato previsto che, dal 6 al 26 febbraio 2026, tutti gli spettatori che si recheranno agli eventi olimpici nella località veneta dovranno farlo esclusivamente attraverso il trasporto pubblico, che sarà gratuito per chi sarà in possesso dei biglietti d’ingresso. Non sarà consentito, tranne che agli addetti ai lavori, recarsi alle gare in auto. E la stazione ferroviaria più vicina a Cortina si trova a Calalzo di Cadore a 35 km di distanza.
Domanda: non ha senso provare a valutare un’iniziativa del genere anche in Valtellina?

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  1. Marcella Rispondi

    Sono perfettamente d’accordo, ottima iniziativa.

  2. Giorgio Rispondi

    Ma certo, occorre il completamento della rete ferroviaria e la realizzazione di servizi di trasporto pubblici a 0 emissioni, prevedendo incentivi anche per il futuro per il turismo senza automobili. Dovrebbe essere anche un’occasione per il recupero del patrimonio edilizio esistente (no nuovo cemento) e la valorizzazione delle ingenti ma trascurate potenzialità dell’ospedale di Sondalo.

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