Venerdì 25 giugno 2021

Aprica, 300 alpini volontari per prevenire i dissesti ambientali

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Hanno fatto a gara per esserci e contribuire – una volta tanto – alla prevenzione di possibili dissesti idrogeologici e ambientali. Stiamo parlando di 316 alpini 316, che nel finesettimana scorso, divisi in squadre ben organizzate, hanno lavorato in dieci cantieri tra il Comune di Aprica e quello di Teglio, bonificando corsi d’acqua, sfalciando e ripulendo scarpate, tagliando arbusti invasivi e persino costruendo muretti.
Molto soddisfatto, a intervento concluso, il presidente della sezione Alpini di Tirano, Mario Rumo, che ha coordinato da responsabile tutta l’operazione: “Detto che il bel tempo ci ha dato una mano essenziale, il riconoscimento principale va alle centinaia di volontari venuti con le relative squadre da mezza Lombardia. C’è stata una vera gara a partecipare e abbiamo dovuto a malincuore dire di no a 140 unità che ne avevano fatto richiesta; ciononostante la partecipazione ha sforato abbondantemente le 250 unità previste, arrivando a 316 elementi, con addirittura qualche alpino donna.”
I dieci cantieri di lavoro, programmati per tempo nei dettagli, con tanto di mappe e direzione d’intervento, sono stati nell’ordine: strada Magnolta – taglio vegetazione a bordo strada (squadra prot. civile A2A), Valle Aprica vallone – taglio vegetazione e asporto dall’alveo (sez. ANA Tirano), Valle Aprica da ponte S. Maria a salire – taglio vegetazione e asporto dall’alveo (sez. ANA Monza), Valle Aprica da sede Alpini a scendere – taglio vegetazione e asporto dall’alveo (sez. ANA Milano), Valle Aprica da p.le funivia a scendere – taglio vegetazione e asporto dall’alveo (sez. ANA Luino e Tirano), cimitero di Santa Maria – taglio e recupero ramaglie lungo il perimetro (sez. Lecco e Como), Valle delle Lische dal vascone a scendere – taglio vegetazione e asporto dall’alveo (sez. ANA Varese), Valle delle Lische perimetro vascone – pulizia con taglio e asporto ramaglie ed erbacce (sez. ANA Colico), Valle delle Lische da vascone a salire – pulizia con taglio e asporto ramaglie ed erbacce (sez. ANA Colico), Carona fraz. Vespi – costruzione due muretti su strada comunale (sez. ANA Sondrio).
Base logistica principale è stato il Palazzetto dello Sport sotto la supervisione di Franco Ratti, all’interno del quale sono state allestite la cucina, la mensa e una parte dei dormitori. La SIBA (impianti Magnolta) ha prestato suoi spazi per la postazione di direzione e coordinamento. Tra i collaboratori a vario titolo anche molte associazioni aprichesi (CNSAS, CAI, Maestri di sci, Coro Gambuér e altre).
I lavori veri e propri si sono praticamente conclusi nella giornata di sabato. Sono rimasti nel punto di ammassamento dei vegetali solo una parte delle ramaglie ancora da cippare e trasportare al deposito della centrale di teleriscaldamento alla quale sono stati conferiti. Tutti i partecipanti, come Rumo tiene a precisare, hanno indossato i dispositivi di sicurezza e durante l’intera operazione non si è verificato il minimo incidente.
Un attestato di partecipazione alla tre-giorni aprichese è stato predisposto e fatto avere a ognuno dei partecipanti, mentre il Comune di Aprica e la sezione ANA di Tirano si sono meritati un riconoscimento da parte dell’Associazione Alpini nazionale per la considerazione in cui tiene da sempre gli Alpini il primo e per l’attivismo la seconda. Sono intervenuti anche il volontario specialissimo Luigi Trimarchi, il consigliere nazionale ANA Mariano Spreafico e, last but not least, il coordinatore nazionale della Protezione Civile degli Alpini Giuseppe Bonaldi.
Sabato sera, durante il rancio al Palazzetto dello Sport, hanno allietato a sorpresa, molto apprezzati, i cori Bernina di Villa di Tirano e Gambuér di Aprica. La domenica, ultima splendida giornata di questa eccezionale operazione, si sono succeduti momenti ufficiali quali la sfilata dalla Magnolta al santuario di Maria Ausiliarice di San Pietro con alla testa il Corpo musicale Giuseppe Micheli, la deposizione della corona d’alloro al monumento dei Caduti, le note della Canzone del Piave e il Silenzio, la santa Messa e i saluti ufficiali. Con infiniti ringraziamenti a bòcia e vèci che hanno con entusiasmo voluto contribuire a un evento da ripetere.

 

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