Venerdì 24 settembre 2021

Arigna vive

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Prima di addentrarsi nella selvaggia e affascinante Val d’Arigna, è opportuno fare una sosta a Sazzo (500 m) dove si trova il Santuario di San Luigi Gonzaga, perla dell’arte barocca in Valtellina.
Superato Sazzo la strada prosegue e si addentra nella valle vera e propria, con la sua aspra forra. Lungo la strada s’incontrano prima due bivi, uno per Albareda (781 m) e uno per Tripolo (804 m), poi un trivio. Seguendo la strada sulla destra si arriva a Briotti, girando a sinistra si giunge alle case di Fontaniva, più nota col nome improprio di Arigna; procedendo ci si addentra nella valle e si giunge alla centrale d’Armisa.
La Val d’Arigna è percorsa dal torrente Armisa per una lunghezza di circa 9 km, e può essere considerata a buon titolo il cuore della catena Orobica. La testata della valle è dominata dal Pizzo Coca, che, con i suoi 3050 m di altezza, è il punto più alto della catena delle Orobie e con dieci ghiacciai ufficialmente riconosciuti e monitorati dal Servizio Glaciologico Lombardo è la più glacializzata delle valli del versante valtellinese delle Orobie. Sempre qui si trova la parete più impegnativa della catena: la nord del Dente di Coca.
Anche dal punto di vista floristico, la Val d’Arigna presenta notevoli punti di interesse. Trovano, infatti, in questa zona il loro habitat ideale due importanti endemismi delle Alpi Orobie: la Sanguisorba dodecandra e la Viola comollia; in particolare quest’ultima specie ha il suo areale di diffusione limitato alla Val d’Arigna, alla Val Venina e alle zone più elevate dei bacini del Barbellino, sul versante bergamasco.
Questa è anche una valle in cui forti si sono conservate le tradizioni della civiltà contadina. Ne sono un esempio la lavorazione dei pezzotti, che si effettua ancora oggi su antichi telai di legno, e il piatto tipico della valle, la cröpa, che conserva intatti i sapori e i profumi di un tempo.
Provenendo da Sondrio sulla statale 38 si gira a destra all’altezza del bivio per Casacce; da qui si prosegue sino a Fontaniva (circa 7 km). Una carrozzabile continua fino alla centrale di Armisa, mentre un’altra giunge fino all’abitato di Briotti. (fonte Parco Orobie Valtellinesi, foto di Marino Amonini).

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