Martedì 22 giugno 2021

Autunno da cartolina nella Valle dei Forni

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Dove prima c’era il ghiaccio madre natura ha deciso di far crescere larici e cembri, come a voler compensare la bellezza perduta.
Autunno da cartolina nella magica Valle dei Forni, Valfurva, Alta Valtellina.
Marco Trezzi

«Il Ghiacciaio dei Forni era uno dei più grandi ghiacciai italiani, ma oggi praticamente non esiste più, è un malato quasi terminale», racconta Claudio Smiraglia, glaciologo dell’Università degli Studi di Milano, che da 40 anni studia questo ghiacciaio. «Nell’arco di poco più di un secolo ha infatti perso quasi la metà della sua superficie. A metà dell’Ottocento copriva una superficie di circa 20 chilometri quadrati, oggi invece si estende per poco più di 10 chilometri quadrati. Se non cambierà la situazione climatica, entro fine secolo il ghiacciaio si ridurrà a pezzetti di ghiaccio».
La progressiva scomparsa del Ghiacciaio dei Forni – e la conseguente distruzione delle riserve idriche montane che ha impatti negativi sulla biodiversità e sulle popolazioni a valle, anche a livello economico – non è ovviamente l’unico effetto dei cambiamenti climatici nel nostro Paese.
«I cambiamenti climatici sono ormai una devastante realtà con la quale dobbiamo fare i conti. Una realtà che non risparmia niente e nessuno», dichiara Luca Iacoboni, responsabile campagna Clima ed Energia di Greenpeace Italia. «Nubifragi, ondate di calore, siccità e tutti i fenomeni meteorologici estremi sono sempre più intensi e frequenti. L’unica soluzione, secondo la scienza, è quella di abbandonare carbone, petrolio e gas, accelerare la transizione energetica verso un mondo totalmente rinnovabile, oltre che diminuire il consumo di carne e fermare la deforestazione».

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