Mercoledì 20 ottobre 2021

Cambiano i governi, non la visione del ruolo del turismo

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Di cosa è povera l’Italia? Di risorse naturali (petrolio, gas, carbone…). In cosa siamo carenti? Nelle infrastrutture, soprattutto viabilistiche (avete presente la Salerno-Reggio Calabria?) Qual’è il problema storico delle aziende italiane? La burocrazia e la macchina statale, che nonostante tre milioni di dipendenti pubblici non offre servizi adeguati alle imprese e ai cittadini.
Quante volte abbiamo letto queste cose negli ultimi anni sui media? Migliaia.
Voltiamo pagina. Di cosa siamo straordinariamente ricchi nel “Bel Paese”? Dell’inestimabile patrimonio artistico, culturale, storico e quindi turistico che abbiamo ricevuto in eredità, senza paragoni nel mondo.
Lasciamo stare la percentuale mondiale di questo patrimonio presente in Italia su cui a volte si favoleggia, ma è indubbio che quando un paese non ha i soldi per tappare i buchi delle strade potrebbe partire, quando decide gli investimenti, da quello che ha già a disposizione.
LendineSorvolando sull’ignoranza dell’affermazione “con la cultura non si mangia” quello che stupisce è la quasi nulla considerazione del turismo ad ogni cambio di governo, di qualunque colore politico.
Sembra quasi incredibile come non si guardi in casa d’altri per copiare (non ci sarebbe nulla di male) quello che hanno fatto altri paesi, dove si arriva ad inventarsi il museo degli scontrini fiscali pur di incrementare il turismo.
Mentre rincorriamo le soluzioni per continuare ad essere competitivi nella produzione industriale contro chi paga gli operai 2 € all’ora non ci accorgiamo, o non vogliamo farlo, che con quello che abbiamo in casa, se adeguatamente valorizzato, si potrebbe fare business senza quasi concorrenza.
Nulla di personale contro il nuovo Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, persona che non sta a noi giudicare, soprattutto prima che lavori, ma nominare in quello che dovrebbe essere uno dei principali ministeri un politico di lungo corso, tra l’altro cambiando il suo ruolo nel governo da Ministro per i Rapporti con il Parlamento, non sembra proprio il migliore degli auspici.
Sono decenni che si ripete la stessa storia, con il nuovo ministro che promette fuoco e fiamme… fino alle prossime elezioni… o governo. Secondo noi il turismo italiano merita un’altra considerazione.
Ovviamente speriamo di sbagliarci, di essere smentiti dai fatti e dovere chiedere scusa facendo pubblica ammenda.
Nel frattempo segnaliamo che sul sito del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo la sezione del ministro resta ancora desolatamente vuota a tre giorni dalla nomina, di cui non è presente nemmeno il nome. Del resto i web master in Italia nel week end non lavorano…

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