Domenica 25 agosto 2019

Casa Vinicola Aldo Rainoldi

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Casa Vinicola Rainoldi Casa Vinicola Aldo Rainoldi
Via Stelvio 138 23030 Chiuro (SO)
Tel. +39 0342 482225
rainoldi@rainoldi.com
www.rainoldi.com
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La storia
Agli inizi degli anni Venti la Valtellina si trova in un contesto di povertà caratterizzato da emigrazioni. Come spesso accade in queste situazioni, le necessità della vita ed il desiderio di emergere per sfuggire alle difficoltà portano l’uomo ad animare il proprio spirito di intraprendenza.
“Se non getti il cuore oltre l’ostacolo e non lo fai quando ne hai le forze, probabilmente certe cose non le farai mai nella vita!”. Quante volte Aldo Rainoldi ha sentito il nonno, suo omonimo, pronunciare queste parole riferendosi agli inizi della propria carriera di piccolo commerciante valtellinese; in questa breve frase è racchiusa la caparbietà di colui da cui l’avventura della Casa Vinicola Rainoldi ha avuto inizio.
In realtà, le basi che avrebbero poi permesso al nonno Aldo di iniziare quest’esperienza furono gettate alcuni anni prima da suo padre, Giuseppe Rainoldi.
Giuseppe Rainoldi nasce nel 1850 in Arigna, piccolo paese situato sulla sponda orobica della valle, e già all’età di 20 anni, essendo proprietario dell’unico mulino esistente in zona, produce e commercia granaglie. La farina di frumento ed il mais, ingredienti essenziali per la preparazione di pane e polenta, sono in quel periodo la base per i principali alimenti di sussistenza, il disporne equivale a ricchezza. Il baratto rappresenta una delle più importanti forme di commercio e la preziosa farina può essere facilmente scambiata con altri prodotti locali quali patate, castagne, mirtilli, funghi. Giuseppe dispone in grande quantità dei frutti tipici della terra, al punto da iniziare a venderli anche nella vicina Svizzera. Il mercato è redditizio, ma purtroppo legato alla stagionalità tipicamente autunnale dei prodotti. Con l’acume tipico del commerciante, Giuseppe avverte la necessità di approvvigionarsi di un bene apprezzato e vendibile durante tutto l’arco dell’anno. La svolta nel consolidamento della propria attività di commerciante sarà il frutto di una felice intuizione: il vino!
Nel 1905 nasce Aldo, figlio di Giuseppe e promotore della Casa Vinicola Rainoldi che, ancora oggi, porta il suo nome. Nel 1925, è proprio lui a far costruire a Casacce, frazione di Chiuro, l’edificio che ancor oggi ospita la sede della Casa Vinicola. Il progetto è molto ambizioso per quell’epoca, basti pensare che furono necessari dieci anni per completare quello che, per molto tempo a venire, rimase l’unico stabile della via. Negli stessi anni Aldo affianca il padre Giuseppe nel commercio del vino, trasportandolo in piccoli fusti di castagno in Svizzera ed in tutta la Lombardia. Inizialmente la vendita del prodotto in bottiglia rappresenta solo una piccola quota della produzione, esclusiva di pochi intenditori, ma a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta, con la contemporanea indicazione dell’annata sull’etichetta, l’imbottigliamento del vino diventa preponderante.
All’inizio degli anni Sessanta è Giuseppe (Peppino per gli amici), figlio di Aldo, ad assumere le redini dell’Azienda e proprio grazie alla sua vivace intraprendenza si ha una redditizia espansione del mercato, soprattutto estero. Europa, Stati Uniti, Canada, Giappone, est asiatico: Giuseppe intuisce subito che il consumatore di vino è sempre più cosmopolita e cittadino del mondo e che si rende necessario l’ampliamento della gamma di prodotti al fine di soddisfare una domanda sempre più diversificata ed internazionale.
Nel 1994 Aldo, nipote di Giuseppe, si iscrive al corso di Viticoltura ed Enologia dell’Università di Torino. A fine anni Novanta, terminati gli studi e dopo una serie di esperienze in altre realtà viticole, anch’egli si unisce all’azienda nel segno della continuità familiare. Ottimizzare e razionalizzare gli aspetti produttivi nel segno della tradizione manageriale dell’azienda, ampliare i mercati e coniugare la qualità del prodotto con il rispetto dell’ambiente sono gli obiettivi quotidiani. I piccoli di casa, Marco e Maria Vittoria, nonostante la tenera età, manifestano già un grande interesse per la cultura del vino, ciò fa ben sperare per il futuro dell’azienda.

Tutti i nostri premi.

I nostri Vini
Dal Nebbiolo della Valtellina, dai terrazzamenti e dalla tradizione vitivinicola locale nascono vini che onorano il sapere lasciato dai nostri avi. Una gamma di prodotti che esalta e omaggia la cultura di questi luoghi e nello stesso tempo racchiude in sé quell’innovazione necessaria per migliorare, diversificare ed offrire una selezione di vini di alto livello.
Qui troverai un elenco dei nostri prodotti: clicca per consultare la scheda tecnica.
Sforzati
-Fruttaio Cà Rizzieri
-Sfursat di Valtellina
Riserva
-Grumello Riserva
-Inferno Riserva
-Sassella Riserva
-Crespino
Classici
-Prugnolo
-Inferno
-Sassella
-Grumello
Rossi giovani
-Rosso di Valtellina
-Nebbiolo
Vini bianchi
-Ghibellino
-Zapel
Bollicine
-Cuvée Maria Vittoria
-Brut Rosè

I vigneti
La Valtellina è una valle montana che si estende in direzione est-ovest nel nord Italia. La seconda area di maggiore diffusione del Nebbiolo al mondo e la più estesa viticoltura di pendenza in Italia. La terza a livello europeo.
Un territorio unico, affascinante, dominato da oltre 2500 chilometri di muri a secco. Una fascia vitata straordinaria che permette la coltivazione ottimale del Nebbiolo grazie alla particolare condizione microclimatica presente a queste latitudini: basti pensare che a ridosso dei muri a secco crescono spontaneamente Cactus e altre piante grasse. Una vera macchia mediterranea nel cuore delle Alpi.
Qui il vitigno Nebbiolo – chiamato localmente Chiavennasca – sa donare vini profumati, di grande finezza e longevi. Chiavennasca, dal dialetto “Ciù Vinasca”, significa “più vinosa”, come avevano compreso già nel dodicesimo secolo i monaci benedettini, i primi a intuire la potenzialità e l’adattabilità del vitigno alla situazione pedoclimatica valtellinese.
Un vino di grande qualità quello valtellinese. Il risultato della combinazione di più fattori. L’esposizione a sud di tutti i vigneti e la forte pendenza degli stessi, che determinano un’insolazione del tutto straordinaria. Le forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, tipiche degli autunni secchi e soleggiati, che permettono di avere grappoli più sani e vini più aromatici. I terreni leggeri, poco profondi, sciolti, mai umidi e soprattutto con produzioni per ettaro contenute. L’età media dei vigneti che supera i 60 anni, garanzia di qualità.
Vigneti davvero unici, che necessitano di grande cura e attenzione e di una lavorazione che viene fatta esclusivamente a mano. Una viticoltura di montagna che richiede circa 1.200 ore di lavoro all’anno per ettaro – quattro volte il tempo impiegato nelle viticolture di collina – e una vendemmia che talvolta viene effettuata con l’aiuto dell’elicottero per trasportare l’uva raccolta dai terrazzamenti a valle.
Con oltre nove ettari di vigneto gestiti direttamente e con il prezioso contributo di oltre settanta conferenti di fiducia monitorati dall’agronomo dell’azienda, la Casa Vinicola Aldo Rainoldi produce i vini delle principali denominazioni, corrispondenti alle aree Rosso di Valtellina Doc e Valtellina Superiore Docg. All’interno di quest’ultima denominazione, le sottozone Sassella, Grumello, Inferno e Valgella assicurano le qualità di Chiavennasca più interessanti.

Guarda le nostre zone di coltivazione direttamente sulla cartina, clicca qui.

Vino come Esperienza
In Cantina
A Chiuro il confine tra cantina – intesa come luogo fisico della produzione – e vicende umane è sottile. Basti ricordare che, durante la seconda guerra mondiale, l’edificio dove si trovano le cantine Rainoldi fu occupato dalle truppe naziste e che la cantina stessa fu rifugio per l’intera famiglia. Ancora oggi, poi, questa sede assume un significato del tutto particolare: non è soltanto il luogo che ospita la bottaia, è soprattutto la casa della famiglia.
Superare l’antica scala in sasso e varcare il vecchio portone in legno antistante la “farmacia dei sani” significa scoprire una parte di azienda che molti nemmeno immaginano esista. La lunga fila di botti, il regolare susseguirsi dei piccoli fusti in rovere e la geometrica precisione delle ceste colme di bottiglie accatastate offrono un notevole colpo d’occhio e danno il senso di quanto il tempo sia importante per questi vini.
Peculiarità e vanto della cantina in Chiuro è la ridotta escursione termica tra il momento più freddo dell’inverno (11°-12° C) e quello più caldo dell’estate (18°-19°). Tale straordinaria resistenza termica naturale è riconducibile a due caratteristiche principali: l’edificio, interamente fatto di sasso, ha muri molto spessi (oltre un metro quelli perimetrali) e la cantina è completamente interrata. Nessun tipo di consumo energetico è richiesto né per condizionarla, né per arearla, poiché è sufficiente aprire o chiudere delle bocchette di ventilazione.
Proprio in cantina il senso dello slogan “il vino come cultura” si avvalora nella già citata “farmacia dei sani”, in principio vasca per l’affinamento ed ora angolo destinato a custodire i grandi formati delle migliori Riserve, e nell’Infernot, colmo di casse in legno di vini che hanno fatto la storia dell’azienda.
Infatti, come spesso afferma Giuseppe Rainoldi, per interpretare il futuro bisogna conoscere il passato: “le vecchie annate sono importanti per verificare il lavoro fatto nelle vendemmie precedenti, ma ci aiutano a comunicare meglio le enormi potenzialità di questi vini nel tempo”.
In virtù di questo, sono state create due sale degustazioni. La più suggestiva è quella collocata in prossimità della barricaia, interamente in sasso, con soffitto a volta ed elementi d’arredo ricavati da doghe in castagno. La seconda, per gruppi più numerosi, si trova al piano superiore ed è attigua al suggestivo showroom ove, al termine delle degustazioni, è possibile acquistare i vini dell’azienda.
Quando l’annata lo permette ed unicamente tra la metà di ottobre e quella di dicembre, è possibile visitare i due fruttai: quello di Chiuro ed il Ca’ Rizzieri a circa un chilometro dalla sede aziendale.

La cantina Rainoldi vi offre la possibilità di effettuare visite guidate su appuntamento. Scoprite le visite in calendario o contattateci per prenotare la vostra visita.

Entra a far parte del Wine Club, basterà compilare il form seguente: clicca qui.

Vino come Responsabilità
Filosofia gestionale
Vogliamo innovare sulla base della solida esperienza acquisita nei decenni: per questo lavoriamo quotidianamente con l’obiettivo di coniugare un vino di qualità con la salute del contesto ambientale che ospita i nostri vigneti.
La nostra cura per le piante si basa sul concetto di produzione integrata. Ciò ci consente di ridurre l’utilizzo di prodotti insetticidi ed erbicidi e di attuare una coltivazione più naturale che favorisce l’equilibrio dell’ecosistema vigneto e, di conseguenza, anche la salute e la longevità delle piante.
La nostra azienda aderisce da anni alle misure agroambientali dell’Unione Europea (ex misura F, ora misura 214 del PSR-Piano di Sviluppo Rurale): ciò ha comportato e comporterà un consistente impegno in termini di incremento di qualità della produzione aziendale, coerenza con gli obiettivi di sostenibilità ambientale delle pratiche agricole in contesti rurali, trasparenza nella filiera e salubrità del prodotto finale.

Trattamenti sostenibili
I nostri trattamenti fitosanitari vengono effettuati in linea con il “Piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari”, previsto dal Decreto Legislativo n. 150 del 14 agosto 2012 ed approvato in attuazione alla direttiva 2009/128/CE, che ha il duplice fine di ridurre i rischi e gli impatti sulla salute umana, sull’ambiente e sulla biodiversità e di promuovere l’applicazione della difesa integrata e di approcci alternativi o di metodi non chimici.
Operiamo secondo i disciplinari di produzione e ricorriamo all’utilizzo di insetticidi esclusivamente per la lotta obbligatoria alla Flavescenza dorata, grave malattia trasmessa dalla Cicalina della vite (Scaphoideus titanus) che, con le proprie punture alle foglie, diffonde nella linfa della pianta un parassita letale. La partecipazione della nostra azienda al progetto sperimentale di confusione sessuale per la Cicalina della vite nella zona di produzione del Grumello (che consiste nel diffondere nell’aria il feromone sessuale che emette la femmina in modo da impedire al maschio di localizzarla e di fecondarla) è una delle tappe intermedie intraprese nella costruzione di un’attività produttiva sostenibile per la salute delle persone e del territorio.
Abbiamo inoltre scelto di ridurre i fungicidi a base di ditiocarbammati, per la pericolosità dei loro derivati.
Gestione del vigneto
Gestiamo il vigneto in modo da ottenere un migliore equilibrio vegeto-produttivo delle piante e una migliore qualità dell’uva. I punti di forza di questo nostro obiettivo sono:

  1. riduzione del diserbo: il diserbo viene localizzato esclusivamente sulla fila, utilizzando solamente minime quantità di prodotto e lasciando l’interfila inerbita.
  2. mantenimento della fertilità del suolo: questo obiettivo, fondamentale soprattutto in terreni sciolti come quelli valtellinesi, viene ottenuto sia con utilizzo di concimi organici (letame) – in sinergia con concimi organominerali a lenta cessione di azoto – sia con il rilascio sul terreno dell’erba dell’interfilare che viene trinciata e dei sarmenti, anch’essi trinciati, che decomponendosi restituiscono al suolo buona parte delle sostanze nutritive prelevate.
  3. sostenibilità idrica: il ricorso all’irrigazione, come da disciplinare di produzione, è esclusivamente “di soccorso”;
  4. gestione equilibrata della parete fogliare: nella potatura verde utilizziamo il metodo “Simonit & Sirch” che consente alla pianta di occupare anche lo spazio orizzontale esistente tra due viti. Questo metodo consente una notevole riduzione delle superfici di taglio, garantendo la continuità dei flussi linfatici. Il risultato finale è duplice: contenimento della vigoria e migliore equilibrio vegeto-produttivo delle viti.

Qualità dell’uva e vendemmia
La vendemmia viene effettuata manualmente, con controlli preventivi sul campo nei singoli appezzamenti durante la fase finale di maturazione volti a stabilire l’epoca ottimale di vendemmia per ciascun terreno.
Per quanto riguarda i conferenti delle uve, è stato introdotto il controllo delle strategie di lotta fitosanitaria con la messa a disposizione dei registri dei trattamenti e un sopralluogo presso ciascun vigneto in vista della raccolta.

Packaging
Per gli imballaggi, utilizziamo cartoni prodotti con carta riciclata e non trattata. Inoltre, dagli anni scorsi abbiamo scelto di utilizzare bottiglie di vetro più leggere, al fine di ridurre la quantità di CO2 emessa durante i trasporti.
La Casa Vinicola Aldo Rainoldi sostiene da anni Cancro Primo Aiuto poiché ne condivide i valori e i progetti di solidarietà.

Adotta un vigneto: scopri di più al link dedicato.