Venerdì 30 luglio 2021

Cashback confermato. Restano le micro transazioni, ma qualcosa cambierà

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Sembrava destinato a scomparire. Invece, in parte a sorpresa, è stato confermato. Parliamo del Cashback di Stato e della bocciatura in Senato della mozione che voleva cancellare la misura voluta dal governo precedente per combattere l’evasione fiscale. Da cui, salvo novità, a questo punto difficili da immaginare per tempistica, il provvedimento andrà avanti anche nel secondo semestre 2021 (luglio-dicembre) confermando 150 € di rimborso ogni 6 mesi: il 10% dei pagamenti effettuati con la moneta elettronica. Quello che però ci si aspetta è che da luglio entrino in gioco delle sostanziali modifiche, correttivi e limiti al concorso che ha destato malumori. Che rischia più di tutti è il supercashback, che di certo oggi non è già più alla portata di tutti. I primi 100.000 che ne beneficeranno hanno raggiunto un tale numero di transazioni (229) che di fatto tagliano fuori milioni di italiani. Le falle del sistema sono evidenti, permettendo a chi fraziona gli acquisti di scalare velocemente la classifica del super bonus. Eppure nonostante la tecnologia disponibile possa facilmente inserire nella struttura dei correttivi, che siano algoritmi o controlli digitali (a tempo o numero di transazioni) sulle spese elettroniche, al momento non si sta intervenendo. Pare che il motivo siano gli 8 milioni di italiani che, attirati dal bonus, abbiamo attivato lo Spid, mentre prima del cashback era, in termini adesioni, un (costoso) mezzo fallimento.
Cashback, ancora nessun limite al frazionamento degli acquisti
Non tutti i conti correnti possono ricevere il cashback

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