Lunedì 06 luglio 2020

Child grooming: come difendere i minori dall’adescamento nel web

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Il difficile momento che stiamo vivendo a causa del Covid-19 ha comportato un notevole aumento dell’utilizzo della rete da parte di tutti, ragazzi e bambini compresi. Le numerose opportunità che internet fornisce sono indubbie e tutti ne abbiamo tratto un grande vantaggio. In particolare i  social network hanno rappresentato per molti giovani una modalità per restare in contatto con amici e compagni di scuola, in un momento storico e sociale complicato, dove tutte le attività di gruppo, comprese quelle sportive, si sono bruscamente arrestate per motivi di sicurezza sanitaria. La pandemia ha stravolto le nostre le nostre vite e abitudini virtuali. Infatti è stato registrato un aumento dell’utilizzo dei social e, in particolare, delle chat da parte di giovani e giovanissimi. Parallelamente a questo incremento, nel 2020 si è registrato il picco di denunce per reati sessuali commessi attraverso la rete (le vittime hanno tra i 14 e i 17 anni).

Bisogna sottolineare che il rapido avanzamento della tecnologia non va di pari passo con il suo corretto utilizzo. Teniamo conto che i ragazzi, definiti “nativi digitali”, sono abilissimi nell’utilizzo dei dispositivi tecnologici. Sono spiccatamente intuitivi nel loro uso. I giovani sono per loro natura molto curiosi, tesi all’esplorazione. I genitori il più delle volte si trovano impreparati nel comprendere il mondo virtuale dei figli e, per questo motivo, spesso tendono ad ignorare le richieste di partecipazione e coinvolgimento che i ragazzi gli esprimono quando postano tutorial o video amatoriali. I genitori rischiano così di diventare i grandi assenti. Per cui  i ragazzi orienteranno verso la rete la ricerca del consenso sociale, attraverso i like. Occorre sottolineare che la tecnologia digitale abbassa la soglia di pudore e riservatezza. Per questo vi è una generale tendenza a scrivervi con maggiore disinibizione tendendo inoltre ad accettare amicizie virtuali che, nella vita reale, quasi sicuramente rifiuteremmo. Gli adolescenti utilizzano la rete (in particolare le chat) per scambiarsi confidenze, corteggiarsi e, con molta naturalezza, fare le prime esplorazioni sulla sessualità. I pedofili sanno che i giovani, spesso anche i giovanissimi, sono presenti in modo massiccio sui social network.
A tutela dei propri figli i genitori dovrebbero sforzarsi di comprendere videogiochi e social che le nuove generazioni utilizzano. Magari partecipandovi attivamente, iscrivendosi a loro volta e utilizzandoli al fine di comprenderne i possibili rischi, in particolare monitorando il tipo di linguaggio (a volte volgare) che viene utilizzato nelle chat.

Identikit dell’adescatore
Si tratta di un manipolatore capace di comprendere meglio dei genitori le capacità tecnologiche dei giovani e di gratificarli in questo. Carpiscono la loro fiducia attraverso lusinghe. Oppure il silenzio attraverso minacce. Oltre alle chat maggiormente note, quelle meno sicure risultano essere quelle dei videogiochi. Infatti sono le più difficili da identificare anche dagli informatici forensi. Per questo motivo il loro utilizzo è preferito da pedofili e criminali in generale.

Le fasi dell’adescamento dei minori on-line (fonte Polizia Postale)

Fase 1 (dell’amicizia)
L’adescatore prova a instaurare un contatto con la vittima. E spesso i più giovani accettano con meno timori le nuove richieste.
Fase 2 (della solidificazione del rapporto)
La vittima viene contattata e l’adescatore prova a instaurare una chat duratura dove far credere al bambino di essere suo amico.
Fase 3 (della valutazione del rischio)
L’adescatore controlla dalle risposte della vittima la possibilità di un’interferenza da parte dei genitori e chiede al piccolo in quale posizione è il computer in casa.
Fase 4 (dell’esclusività del rapporto)
L’adescatore prova a instaurare un legame affettivo e una maggiore intimità virtuale con la vittima.
Fase 5 (sessuale)
Viene fatta richiesta di invio di materiale pornografico. In questa fase l’adescatore proverà anche a fissare un incontro in luoghi conosciuti e considerati sicuri dal bambino.

Sono un minore, come mi posso proteggere?
Se ricevi una richiesta di amicizia da uno sconosciuto, ti consiglio di coinvolgere subito i tuoi genitori per informarli e chiedere il loro aiuto. Ricordati che è bene diffidare! Non ti è dato sapere chi si nasconde dietro un profilo. Il pedofilo avrà tutto l’interesse di presentarsi come una brava persona del tutto innocua. Magari ti farà sapere di avere un buon lavoro, che è sposato con dei figli. Lo farà per rassicurarti e avere una maggiore possibilità di avvicinarti. Se un adulto ti contatta direttamente tramite una chat rivolgiti immediatamente ai tuoi genitori e/o adulti di cui ti fidi. Chiedi la loro valutazione prima di rispondere. Nel caso in cui le richieste dovessero diventare sempre più pressanti, rivolgiti (insieme ai tuoi genitori) direttamente alla Polizia Postale per sporgere denuncia. L’adescamento di minori online è un reato. Se pensi di non godere dell’appoggio dei tuoi genitori ricordati che puoi rivolgerti (anche da solo) presso il consultorio familiare e puoi chiedere di poter parlare con uno psicologo.

Sono un genitore, come posso tutelare mio figlio da questi rischi?
La prima regola resta la partecipazione attiva nella vita dei figli. Fate in modo che si rivolga soprattutto a voi per richiedere il consenso sociale che ricerca, in quanto adolescente.
Inoltre, tutti i dispositivi (smartphone, tabet, pc) possono venire tarati in base alle esigenze del minore (in relazione alle specificità della sua età) grazie alle diversificate tipologie di sistemi parental control. In questo modo è possibile applicare filtri e limitazioni di utilizzo, oltre a diversificate attività di monitoraggio dei dispositivi in uso ai minorenni.

Dott.ssa Federica Forni
Psicologa giuridica e Psicoterapeuta
Consulente tecnico per la Procura di Sondrio, coadiuva con i Pubblici Ministeri e le Forze dell’Ordine la raccolta della testimonianza di vittime vulnerabili.

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