Lunedì 27 settembre 2021

Cosa sta significando Expo per la Valtellina?

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Da mesi leggiamo o ascoltiamo commenti entusiastici su Expo, soprattutto sui media nazionali. Il dubbio che viene, se si ha voglia di informarsi anche attraverso altri canali, che, al di là dell’indubbio successo dell’evento ospitato dal nostro paese, soprattutto se si pensa al percorso con cui ci si è arrivati, l’esposizione universale abbia investito in Italia una cifra enorme nella pubblicità e, vista la crisi del settore, non ci siano in giro tanti intrepidi disposti a metterne in dubbio i risultati.
Senza volere entrare nelle fila del partito di quelli sempre “contro” a prescindere, ci sembra comunque utile interrogarci su quello che Expo sta significando e significherà per il turismo della provincia di Sondrio, anche in considerazione del fatto che sono stati spesi due milioni di euro di soldi pubblici, di questi tempi una cifra da capogiro, ed è normale aspettarsi che siano stati investiti al meglio e che portino al territorio qualcosa di tangibile.
Per cercare qualche risposta a questi quesiti abbiamo contattato il livignasco Giorgio Zini, un professionista che di turismo se ne intende, che ci ha fornito la sua visione dell’evento.
La Valtellina doveva essere dentro o fuori l’Expo, oppure poteva cercare di fare altro come la Valposchiavo?
“Dal mio punto di vista sono due cose distinte, la presenza in maniera continuativa dentro Expo avrebbe permesso alla Valtellina di raccogliere una serie di esperienze positive per la nostra valle non necessariamente collegate al turismo, come partecipare giornalmente alle attività presentate e discusse nei vari padiglioni, creare una rete di conoscenze a vari livelli, respirare per sei o anche solo tre mesi il mondo Expo, tutto questo mancherà al territorio provinciale”.
Che cosa ci dobbiamo attendere in termini di presenze dai due milioni di euro investiti dalla Valtellina sull’evento?
“Una vetrina a Milano in via Dante sicuramente consente di avere visibilità, a prescindere da Expo. Il brand Valtellina viene messo in risalto, anche se la comunicazione scelta la trovo un po’ azzardata: “a un’ora da Milano”, in particolare quando la abbiniamo ad immagini di località di montagna come Livigno. Il ritorno in termini di presenze credo sia difficile da misurare, anche se ritengo non possa produrre flussi importanti”.
Cosa le ha lasciato Expo nelle sue visite finora?
“L’ho visitata in maggio, quando la macchina non era a pieno regime, ma comunque l’impressione che ho avuto è che per sei mesi il mondo era ed è ad Expo”
Come giudica la sfilata dei politici italiani che sta caratterizzando sempre più l’esposizione?
“Quando una cosa funziona tutti vogliono salire sul carro, non è una novità”.
Livigno sembra la località più “tiepida” nei commenti sull’Expo, non le sembra strano?
“No, probabilmente le aspettative per Expo non erano elevate”.
Per quale motivo chi non l’ha ancora visitata dovrebbe farlo entro il 31 ottobre?
“Un’esposizione universale per la Lombardia è un evento non più replicabile, ognuno di noi può trovare elementi di interesse per spingerci a fare una visita, basta scaricare l’applicazione ufficiale per capire la quantità impressionante di attività e momenti di intrattenimento che giustificano il costo del biglietto”.

 

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