Venerdì 18 giugno 2021

Come si spiega il prezzo della benzina a Livigno

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Il prezzo dei combustibili in Italia è costituito dal costo industriale, che include il margine di guadagno lordo dei gestori, e dalla componente fiscale, cioè accise e Iva.
L’accisa è un’imposta fissa (di scopo) sui consumi, al netto delle addizionali regionali (introdotte nel 1999). Il suo ammontare è cambiato più volte per far fronte finanziariamente a situazioni ritenute emergenziali provocate da eventi naturali e non.
0,000981 € guerra d’Etiopia 1935-1936;
0,00723 € crisi di Suez del 1956;
0,00516 € disastro Vajont 1963;
0,00516 € alluvione Firenze 1966;
0,00516 € terremoto Belice 1968;
0,0511 € terremoto Friuli 1976;
0,0387 € terremoto Irpinia 1980;
0,106 € guerra del Libano 1983;
0,0114 € missione in Bosnia 1996;
0,02 € rinnovo contratto autoferrotranvieri 2004;
0,005 € acquisto autobus ecologici 2005;
0,0051 € terremoto L’Aquila 2009;
da 0,0071 a 0,0055 € finanziamento cultura 2011;
0,04 € arrivo immigrati dopo crisi libica 2011;
0,0089 € alluvione Liguria e Toscana 2011;
0,082 € (0,113 diesel) decreto “Salva Italia” 2011;
0,02 € terremoti Emilia 2012.

A questo si deve poi aggiungere l’imposta di fabbricazione sui carburanti.
L’IVA sui carburanti è pari al 22% e colpisce sia il valore dei prodotti soggetti ad accisa che quest’ultima.
A stima quindi si può dare questo dato percentuale per dare un’idea delle varie componenti sul prezzo finale di benzina e diesel: 10% margine operatori, 30% costo materia prima, 60% carico fiscale.
Va specificato che solo sul margine lordo gli operatori possono modificare il prezzo alla pompa.
A Livigno, il duty free più alto del mondo, come noto non si pagano né Iva né accise, quindi spesso i turisti si domandano come si arrivi al prezzo finale dei carburanti nel Piccolo Tibet, che a logica dovrebbe essere quindi il 40% di quello che si paga nel resto d’Italia.
La differenza si spiega col fatto che a Livigno, dal 1973 è in vigore una sostituzione fiscale. Tutto ciò che entra nel territorio, passando dalle dogane, subisce una tassazione chiamata “diritto speciale”, che finisce nelle casse comunali: 0,25 € su ogni litro di benzina e 0,155 € sul gasolio (oltre ad imposte di diversa entità su alcool, tabacchi, profumi…).
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