Venerdì 17 settembre 2021

Dalle vittime dell’alluvione al Ponte nel cielo: rinascita di Tartano

Condividi





Al contrario di quello che in molti pensano il primo evento tragico dell’alluvione del 1987 in Valtellina non si verificò in Alta Valle, ma in Val Tartano, il piccolo paese che domina una valle a trenta chilometri da Sondrio, dove oggi sorge il Ponte nel cielo.
Era il 18 luglio 1987, alle 17:30 dopo giorni di piogge sferzanti un muro di acqua e fango si abbatté sul condominio “La Quiete” tranciandolo a metà e facendolo crollare. Abbattendosi quindi, a sua volta, sulla strada sottostante e sull’albergo “Gran Baita”, che all’epoca contava 29 stanze. Con la frana arrivarono i primi 11 morti di una lista destinata a crescere e della tragedia che durò per diversi giorni in tutta la provincia di Sondrio: alla fine di luglio il bilancio salì a 53 vittime.
Tartano è un comune che conta circa 200 abitanti e che da allora ha sofferto, nonostante le bellezze naturali e paesaggistiche del suo territorio, le difficoltà della sua conformazione e l’ubicazione del paese. Una vallata dove le pendenze la fanno da padrone, il cui collegamento stradale di certo non ha particolarmente agevolato il settore turistico.
Ma ora, grazie al Ponte nel cielo la piccola località montana sta conoscendo un nuovo sviluppo e considerazione dentro e fuori i confini provinciali. Si tratta del collegamento diretto tra Campo e il maggengo Frasnino, a oltre 140 metri di altezza. Diverse attività sono nate nei pressi della passerella e paesani che prima lavoravano nel fondo valle sono tornati a casa per iniziare attività collegata al Ponte nel cielo. Ad onor del vero i primi mesi dopo l’inaugurazione della passerella tibetano non sono mancate alcune criticità, soprattutto organizzative, mancando quel coordinamento e, probabilmente, guida per quanto concerne le strategie turistiche. Ma parliamo del mandamento dove sono riusciti nell’impresa di far saltare, probabilmente per sempre, il Melloblocco (dall’altro versante delle montagne). Comunque, all’inizio, oltre al Ponte in pratica mancava tutto il resto… Ma con il tempo si è rimediato e, appena il maledetto Covid-19 lo consentirà, sicuramente tornerà ad essere un’attrazione per i lombardi e non solo.
Nel 2016 parte l’iniziativa della passerella, un ardito ponte tibetano che collega Campo Tartano con il maggengo Frasnino, sul modello di altre realizzazioni in Svizzera ed in Austria che hanno avuto un grande successo. Dal ponte tibetano si può ammirare lo spettacolare scenario delle montagne, la sella di Campo Tartano, le imponenti vette ed i ghiacciai delle Alpi Retiche, la verde vallata del Tartano, la diga di Colombera, il fiabesco maggengo Frasnino e l’apertura del fondovalle valtellinese che culmina nel lago di Como per tramonti indimenticabili. I soci del Consorzio Pustaresc, valligiani e altri amici accomunati dall’amore per la montagna, con proprie risorse e contributi degli enti locali valtellinesi, hanno reso possibile la costruzione di questa grande opera che aiuterà la piccola ma bella Val Tartano a non rimanere abbandonata a se stessa.
Dati
234 metri lunghezza, 140 metri altezza, 1 metro larghezza. Quota partenza (Campo) 1.034 metri. Quota arrivo (Frasnino) 1.038 metri. Anno di costruzione 2018
Le news su WhatsApp e Telegram



Ultime notizie