Lunedì 27 settembre 2021

Danni agricoli da fauna selvatica: 180000 € annui da cervi e cinghiali

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Si è svolto il 26 luglio 2021 una riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica. All’ordine del giorno le problematiche relative alla gestione nel territorio della provincia di Sondrio della fauna selvatica.
Al riguardo sono due gli aspetti che assumono particolare rilevanza:
Il primo si riferisce da una parte ai rischi in tema di sicurezza della circolazione a causa degli attraversamenti stradali degli animali che possono provocare incidenti, dall’altra ai rischi che attengono alla incolumità delle persone che possono entrare in contatto con le specie più pericolose (come per es. lupi e orsi).
Il secondo attiene invece ai danni che talune specie selvatiche (in particolare cervi e cinghiali) arrecano ad agricoltori e allevatori.
Il primo è di stretta competenza del Prefetto, delle Forze dell’ordine e del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, involgendo profili di ordine e sicurezza pubblica e di pubblica incolumità.
Per quanto riguarda la sicurezza della circolazione si è fatto riferimento soprattutto ai cervi e ai cinghiali, evidenziando che le limitazioni imposte dalla pandemia hanno spinto queste specie più a valle e in luoghi più antropizzati, con la conseguenza che se ne rileva spesso la improvvisa presenza, specie in ore notturne, su strade caratterizzate da una circolazione più intensa e veloce o nei pressi di centri abitati. Per quanto concerne invece i rischi per l’incolumità delle persone si è fatto riferimento a possibili contatti ravvicinati con le specie più pericolose (come per es. il lupo o l’orso).
Si è ribadito comunque – come precisato dal Comandante del Gruppo Forestale dei carabinieri e dal Comandante del Corpo di Polizia provinciale nella precedente riunione del Comitato dell’1 luglio scorso – che la presenza del lupo sul territorio non desta particolari problematiche per l’ordine e la sicurezza pubblica, trattandosi di esemplari isolati che cacciano animali lasciati allo stato brado. Pertanto, al momento, non si riscontrano particolari criticità tali dal arrecare pregiudizio all’incolumità pubblica. In ogni caso, si è deciso di continuare a mantenere alta l’attenzione circa la presenza del lupo sul territorio, attraverso il costante monitoraggio dei suoi spostamenti allo scopo di scongiurare eventuali situazioni di pericolo.
Diverso è il discorso per i danni che alcune specie di fauna selvatica, segnatamente cervi e cinghiali, possono arrecare e di fatto arrecano agli agricoltori e agli allevatori. Nel corso della riunione sono state espresse le preoccupazioni delle categorie rappresentative sul tema della gestione della fauna selvatica per i danni arrecati a colture e allevamenti. La presenza dei selvatici nelle zone coltivate provoca, oltre ai danni relativi al mancato raccolto, danneggiamenti irreversibili alle coltivazioni. La Provincia a cui compete il controllo e l’attuazione del piano di contenimento della fauna selvatica interviene nella gestione della fauna selvatica sia a tutela dell’incolumità pubblica sia con l’obiettivo di limitare il più possibile i danni a tutto il mondo agricolo. Il danno economico periziato prodotto dal cinghiale si attesta per lo scorso anno intorno ai 30-40 mila euro, mentre più alto è quello causato dal cervo che si aggira intorno ai 150 mila euro. Le modalità operative sono sicuramente migliorabili, ma rispetto ad altre province la presenza dei cinghiali è molto contenuta e il piano di contenimento approvato dall’ISPRA dà buoni risultati. Sulla presenza del cervo, per la quale è stata avanzata la possibilità di consentire la caccia, l’attività venatoria può fare poco data la presenza della specie sempre più prossima ai centri abitati.
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