Giovedì 29 ottobre 2020

Difendiamo i negozi sotto casa nei paesi alpini

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Presenze in crescita in questi giorni nelle località turistiche di Valtellina e Valchiavenna in vista delle giornate più calde di agosto favorite, in quest’estate, dalle condizioni meteo, dall’Unione nazionale Comuni Comunità Enti montani (Uncem) presieduta in Lombardia da Tiziano Maffezzini, arriva un augurio che è anche un invito: «Chi sale nelle vallate in queste ore, si fermi nei negozi, nei bar, nei ristoranti del territorio. Scelga la montagna fatta della rete di piccole botteghe e di punti di accoglienza».
Si chiama “Compra in Valle” la campagna di Uncem. In Italia – fanno sapere dall’Uncem -, 207 Comuni non hanno un negozio, di questi, 91 sono in Piemonte e 34 in Lombardia. Dati (fonte Istat) in continuo aumento, in crescita di un punto percentuale l’anno. «Ecco perché – aggiungono – salvare i negozi sotto casa, nei piccoli Comuni e nei centri delle aree montane, è una necessità». Da qui quella che a tutti gli effetti suona come una sfida sociale, culturale, economica ed istituzionale.
«Determinante è difendere e valorizzare i negozi sotto casa, schiacciati dai supermercati e dai centri commerciali aperti dagli anni ottanta a oggi. Non è sempre vero che i prodotti hanno dei sovracosti – spiega il presidente nazionale Uncem -. Nei Comuni montani, il negozio è un ancoraggio della comunità. Luogo di aggregazione prima ancora che di acquisto. Punto multifunzionale dove comprare alimentari, frutta, verdura, prosciutto e formaggi, biscotti e succhi di frutta, poi sigarette e giornali. Punto dove matura la comunità».
Eppure, solo in Piemonte oltre 90 Comuni non hanno più un negozio, 34 in Lombardia di cui quattro – Castello dell’Acqua, Cercino, Pedesina e Sernio in provincia di Sondrio. E per restare nella nostra regione, 193 – 25 in provincia – sono a rischio desertificazione con un massimo di tre esercizi commerciali. «Servono scelte politiche chiare – insiste l’UNCEM, ma anche una diversa consapevolezza della comunità che vive su un territorio. Regioni e Parlamento devono varare leggi che individuino sgravi fiscali, una fiscalità “di vantaggio” e minor carico burocratico per chi possiede un negozio in un Comune montano, per chi avvia un’attività nelle Terre Alte, per chi vuole potenziare una piccola impresa, per chi apre una partita iva». Devono poi essere incentivati i centri multifunzionali, negozi che vendono prodotti e allo stesso tempo svolgono dei servizi. Come alimentari che hanno anche il dispensario farmaceutico, edicole che sono anche cartolerie e poste.
Fonte: La Provincia di Sondrio

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