Venerdì 30 luglio 2021

Divieto di consumazione al banco nei bar: dura reazione della Fipe Sondrio

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La circolare del 24 aprile scorso, con cui il ministero dell’Interno ritiene che il Dl ‘Riaperture’ vieti ai bar la possibilità di effettuare la somministrazione al banco, è giuridicamente incomprensibile e non ha alcun fondamento di sicurezza sanitaria.
Si tratta di un’interpretazione che nessuno si aspettava, considerando che il decreto non esclude espressamente il consumo al banco ma al contrario ha voluto specificare con quali modalità può avvenire il consumo al tavolo (esclusivamente all’esterno fino al 31 maggio). D’altra parte, dopo 14 mesi di blocco delle attività di ristorazione, almeno l’aspettativa di una regolamentazione puntuale non dovrebbe essere tradita: in zona gialla i bar hanno sempre avuto la possibilità di effettuare la somministrazione al banco, anche in virtù del fatto che si tratta di un consumo veloce, che non implica una lunga permanenza all’interno degli esercizi.
In sostanza, stando alla circolare del ministero dell’Interno, la somministrazione al bancone non si potrà fare prima del 1° luglio, mentre a partire dal 1° giugno sarà possibile consumare al chiuso ma al tavolo. Un paradosso giuridico e sanitario.
È un attacco al modello di offerta del bar italiano che si differenzia da quelli degli altri Paesi, proprio perché basato sul consumo al banco. Un provvedimento punitivo ingiustificato, anche sotto il profilo scientifico sui rischi sanitari che si corrono. Anzi, la scienza continua a sostenere che il rischio di contagio cresce con l’aumento del tempo di contatto.
Fonte: Fipe Sondrio
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