Lunedì 20 settembre 2021

Domenica impegnativa per il Soccorso alpino

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Era primo di cordata, poi a un certo punto è scivolato ma indossava il casco, che lo ha protetto durante la caduta: è finito in ospedale per trauma cranico e contusioni multiple un ragazzo di 29 anni di Buglio in Monte, caduto ieri, domenica 12 luglio 2015, verso mezzogiorno, mentre arrampicava con un amico lungo la via “Dalai Lama”, sul Picco Cengalo. Sul posto l’eliambulanza, con il TE (tecnico di elisoccorso) del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) per il recupero con il verricello, oltre a quattro tecnici delle squadre territoriali della VII Delegazione Valtellina – Valchiavenna per il trasporto fino alla piazzola. Recuperato illeso anche il compagno alpinista, un ragazzo di Piateda, lasciato al rifugio Gianetti. L’intervento è terminato poco dopo.
Intervento dell’elicottero da Bergamo e dei tecnici della Stazione di Valmasino del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) ieri pomeriggio, domenica 12 luglio 2015, per una ragazza di 23 anni, di nazionalità colombiana, studentessa a Milano, che stava arrampicando con un gruppo di amici nella zona del Sasso Remenno. E’ scivolata per pochi metri ma non indossava il casco di protezione: ha battuto la testa e ha riportato alcune ferite, con trauma cranico. L’eliambulanza, partita da Bergamo perché nella zona di Sondrio il mezzo era già impegnato in altre operazioni, l’ha trasportata all’ospedale Giovanni XXIII del capoluogo orobico.
In montagna il rischio zero non esiste ma alcuni comportamenti contribuiscono a limitarlo, come avere sempre un equipaggiamento adatto, per calzature, protezioni, abbigliamento.
Fonte: Soccorso alpino e speleologico lombardo

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