Martedì 28 settembre 2021

Come rendevano possibile l’apertura invernale del passo Stelvio

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L’apertura invernale dello Stelvio non era una banalità nell’Ottocento. Oggi noi non vediamo nulla, ma all’epoca la strada per molti tratti era costellata di tettoie in legno, appoggiate a monte al muro di contenimento ed a valle su travi sempre in legno, in modo che le slavine scorressero sopra proteggendo le carrozze in transito. Appena dopo i Bagni Vecchi si trovava la galleria del “baraccone”, poi c’era la galleria “bocca di Braulio”, la più alta sull’allora versante italiano del passo. Molti tratti da Trafoi erano pieni di queste opere, soprattutto sulle rampe finali, che venivano spesso montate e smontate a seconda della stagione, opere ben visibili sulle carte di progetto di Donegani, non aveva lasciato proprio nulla al caso. Ecco come era possibile l’apertura invernale del passo, perché non era sufficiente tenere pulita la strada dalla neve, bisognava soprattutto difendersi dalle valanghe, ecco perché grandi tragedia sullo Stelvio non sono mai avvenute, non certo perché non nevicava, ma perché avevano previsto protezioni adeguate al transito in sicurezza anche durante la stagione fredda.
Marco Trezzi

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