Domenica 19 settembre 2021

Esternalizzata l’assistenza medica del Pronto soccorso di Sondalo

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La gestione del Pronto soccorso di Sondalo, per quanto riguarda l’assistenza medica, è stata ufficialmente esternalizzata. Aggiudicataria, la MeD Right s.r.l., che gestirà il servizio per un anno, con inizio dal primo ottobre.
La nota della CGIL di Sondrio
La decisione di procedere in tale direzione, rappresenta un fatto gravissimo che palesa le enormi difficoltà e i livelli estremamente preoccupanti a cui sono giunti i servizi ospedalieri in provincia di Sondrio.
La motivazione, come si evince dalle parole del Direttore generale dell’Azienda socio-sanitaria, sta nella carenza di personale. Una carenza che, da parte nostra denunciamo da tempo a tutti i livelli e che è stata, evidentemente, troppo spesso e troppo a lungo, inascoltata o sottovalutata.
Si tratterebbe, per il vertice di Asst Valtellina e Alto Lario, di una scelta obbligata, dopo l’esito negativo degli avvisi per reclutare nuovo personale, sia a tempo indeterminato che a tempo determinato. Tradotto: non si è più in grado nemmeno di garantire un servizio essenziale come il pronto soccorso. Unica alternativa individuata: puntare sul privato.
Forti sono le preoccupazioni rispetto alla garanzia della qualità dei servizi che verranno offerti dal soggetto privato aggiudicatario.
L’esternalizzazione è una scelta che non garantisce né la struttura né i pazienti. Il Pronto soccorso rappresenta un punto essenziale nell’assistenza offerta al territorio. Richiede una competenza nelle procedure di urgenza con una formazione specifica per quella funzione. I pazienti che giungono in Ps devono trovare medici in grado di indirizzarli nei servizi più appropriati, in grado di saper valutare l’urgenza. Tutte condizioni che non possono essere garantite “reclutando” personale medico attraverso una struttura privata.
La gravità della situazione è purtroppo ben evidente, ma riteniamo che si debba fare chiarezza sul perché si è arrivati a questo punto. Scelte sciagurate fatte a livello regionale e nazionale che arrivano da lontano, hanno tagliato risorse e formazione del personale, elemento indispensabile per potere fornire i servizi, favorendo al contempo, unicamente, il privato. E a pagare il prezzo maggiore di tutto ciò, sono i territori periferici come il nostro, a torto o ragione considerati meno attrattivi dai medici e dal personale sanitario in generale. Si potrebbero mettere in campo, per tentare di riequilibrare temporaneamente la situazione, anche incentivi di natura economica, consci però che ciò non sarebbe sufficiente.
Come questa Azienda socio-sanitaria e il territorio risultino poco o per nulla attrattivi, è un triste dato di fatto. Basti vedere il numero esiguo di specialisti che rispondono ai concorsi che via via vengono banditi, ammesso che prendano effettivamente servizio, e quanti specialisti, quotidianamente, rassegnano le dimissioni per trasferirsi altrove, in altre strutture, pubbliche e private.
E’ necessario stabilire delle priorità, a partire da una adeguata assistenza dei medici di base e un pronto soccorso di qualità e gestito dal pubblico.
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