Lunedì 25 ottobre 2021

Le rotatorie stradali di Tirano

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Non v’è dubbio, le quattro rotatorie stradali di Tirano hanno portato uno snellimento del traffico e non solo.
A mio avviso sono diventate anche “arredo urbano” per la loro bellezza. Mi piace citarle una ad una e, se non tedio troppo, dire il mio modesto punto di vista su di esse, magari aspettandomi qualche commento in proposito dagli attenti lettori di questo giornale.

Citerò “in primis” quella di Madonna di Tirano, accanto la stupenda Basilica.
La rotonda, piccola non per volontà di progetto, bensì per il sito di viabilità ristretta, attira l’attenzione dei passeggeri del Trenino Rosso del Bernina.
Vedo molte volte i turisti che immortalano la Basilica includendo anche la visione della rotatoria fiorita che “onora” la Basilica.

Transitando oltre la Basilica, verso Sondrio, troviamo un’altra più recente rotatoria costruita sul finire d’una fila di giovani pioppi ai lati dello stradone.
Alcuni ricordano con nostalgia la spettacolare visione del “tirùn de Vila” dall’elegante portone centrale della Basilica. Viceversa altri ricordano la visione stupenda della Basilica dall’albera Pina di Villa. Probabilmente i pioppi posati ai lati della strada tra la rotonda e la maestosa chiesa, in futuro, impediranno parzialmente la visione a causa della loro crescita.
I nostri avi nel progettare la stupenda chiesa avevano tenuto in considerazione questo importante elemento spettacolare: la visione del Tempio sia da Tirano che da Villa. C’è chi ha affermato, forse in un modo troppo severo, che essa è troppo “austera e essenziale“. Ma si sa, i gusti sono gusti e la bellezza ognuno la vede a modo suo. Tutto sommato, la rotatoria assolve molto bene la sua funzione.

La rotatoria prima della Basilica di Madonna di Tirano.
Da questa rotatoria, chi arriva da Sondrio o chi giunge da Madonna di Tirano imboccherà un breve tratto di strada scorrevole. Dopo un comodo sottopassaggio della ferrovia dello Stato appare una gradita sorpresa: una rotatoria dall’aspetto d’un piccolo giardino fiorito, curato nei minimi particolari.
Dirò che, quando passo di lì, mi piace girarle intorno almeno tre volte per goderne la bellezza. E’ molto funzionale, bella e occorre dire bravo chi la cura.
Dopo la gradita sorpresa, provenendo dalla statale, girando a sinistra ci si immette nella Tirano nuova . La strada ha a lato graziose villette con giardino. Passando oltre Piazza Unità D’Italia e proseguendo poco oltre troverete un’altra funzionale e bella rotatoria. Ritengo che possa essere un elegante biglietto da visita della nuova stazione delle corriere e per coloro che parcheggiano nell’ampio sito per visitare la nostra bella cittadina.
Tutto sommato le quattro rotatorie assolvono in modo egregio il problema della viabilità interna della nostra cittadina. Va riconosciuta l’attenzione e l’impegno dell’Amministrazione che ha curato sia l’aspetto della viabilità, sia quello estetico delle quattro rotatorie.
L’ulteriore passo che tutti ci aspettiamo e desideriamo è quello d’avere una tangenziale che riduca il traffico pesante sul maestoso e centrale viale Italia. Verrà quel giorno e, quando avremo la tangenziale, sono certo che il centro di Tirano e altri siti storici saranno vanto della nostra Valle.
A patto che ogni cittadino, ogni visitatore capisca che un mozzicone, una carta di caramella o quant’altro gettato per terra porta disordine e comporta l’impegno di un’altra persona nel raccogliere la lordura sprecando tempo e denaro. Se qualche cittadino, leggendo queste mie considerazioni dovesse sbottare con il detto “dàla belèza sa màia giù negùt” dirò che i tempi ora sono cambiati.
Dirò che la bellezza, in generale, porta alla felicità e la felicità è per tutti l’anticamera del Paradiso.
Chi di noi gradisce una giovane donna con un “porro“ sul naso? Meglio spendere i soldi, facendo i dovuti sacrifici, dall’estetista per togliere alla giovane il “porro“ e renderla piacevole. Stessa cosa vale per la nostra città. I soldi spesi per l’abbellimento e la funzionalità sono un investimento sicuro, con un ritorno decuplicato poiché il turista vuole grazia e bellezza intorno a sé, altrimenti dirà “tée salüdi Tiràn, tùrni pü“, ossia“ti saluto Tirano, non ritorno più”.
Ezio Maifrè

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