Lunedì 27 settembre 2021

Falciare i prati come fonte di reddito per i disoccupati?

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Bisogna mantenere falciati i prati, pensiamo all’enorme lavoro fatto anticamente per realizzarli quando erano boschi e terreni pieni di pietre. Visto il continuo abbandono si dovrebbero organizzare delle squadre di volontari falciatori a cui chi non può più falciare il prato lo affida stagionalmente per la falciatura, in modo da salvaguardare ambiente e paesaggio, oltre a produrre il più adatto alimento per gli animali. Il fieno poi può essere venduto e il ricavato potrebbe essere fonte di reddito anche per disoccupati. Falciare i prati montani renderebbe solo 3/4 euro l’ora, ma è uno svago sano e divertente che vi terrebbe in salute e allenamento senza costi. Il continuo abbandono dei prati aumenta il rischio di incendi non essendoci più radure tagliafuoco anche vicino alle case. Comuni e Comunità Montane dovrebbero organizzare dei gruppi che si occupino di mantenere falciati i prati. Dove il prato è meno scosceso naturalmente si può usare la falciatrice. Se non si sfalcia si creano pericoli per gli incendi a ridosso delle case. In alternativa allo sfalcio i prati si possono pascolare, bisogna intervenire subito, perché se cresce il bosco poi è difficile e costoso intervenire.
Fonte: Facebook.com/ruralpini

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