Venerdì 26 novembre 2021

Il borgo dei borghi, fatevi un giro a Ponte in Valtellina

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Santuario della Madonna di Campagna Ponte in Valtellina Lo diciamo subito, non amiamo particolarmente il “parlarsi addosso” tipico di parte del turismo valtellinese: il meglio di, la capitale di, più verde d’estate, più vicino, meno lontano, che dal punto di vista del marketing spesso si rivelano “down” e non “up”, però ci sono alcuni luoghi in Valtellina, talmente belli e particolari che probabilmente non sappiamo nemmeno noi di possederli.
Il borgo di Ponte in Valtellina, per cui abbiamo “rubato” il titolo dell’articolo ad una trasmissione televisiva, pensiamo sia uno di questi e vogliamo segnalarlo.
Non è raro, infatti, venire a conoscenza di personaggi illustri che vi hanno preso casa e residenza, magari anche solo per alcuni mesi all’anno, richiamati dalla particolare bellezza del paese.
A Ponte non si scia, ma ci sono tante cose da fare e vedere. Forse perché spostato di qualche km dal fondovalle è rimasto vergine da insediamenti produttivi impattanti, circondato dal verde dei meleti, di cui la località è ricca, e pieno zeppo di angoli caratteristici simili a tanti centri toscani.
Non si può non citare poi il “riscc”, particolare “manto stradale” che attraversa i mille vicoli di Ponte, per cui non sono mancati isolati, ma folli, non solo turisticamente parlando, appelli alla sostituzione, a favore di materiale più moderni.
E poi Ponte è un paese vivo, dove non mancano associazioni e impegno da parte dei cittadini, che sono particolarmente legati al loro comune, caratteristica nella quale, forse, solo Grosio li batte. Possiamo spingerci ad affermare che i pontaschi ne sono proprio innamorati. A San Maurizio, per esempio, patrono del paese, è difficile trovare qualcuno che non partecipi alla festa.
Grande anche l’offerta musicale che vi si può trovare, grazie all’impegno di volontari appassionati e competenti e di musicisti di livello internazionale che, in amicizia o poco più, si esibiscono sui palchi pontaschi.
Dal punto di vista turistico-enogastronomico è in atto, forse anche per il ricambio generazionale, un miglioramento dell’offerta e delle attività organizzate in loco. Tante piccole, a volte piccolissime, aziende che investono sul territorio, dal gelato ai piccoli frutti, cercando la qualità per attrarre il turismo lento in espansione.
Dal punto di vista architettonico e storico ci sono dei palazzi stupendi, degli scorci da ammirare a piedi.
Senza dimenticare l’osservatorio astronomico Giuseppe Piazzi e le valli, sia orobiche che retiche, dove assaporare il contatto con la natura nelle più svariate forme.
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  1. Claudio Franchetti Rispondi

    Bell’articolo e soprattutto tutto vero!
    Da pontasco che da tanti anni si occupa di promuovere il borgo, fa piacere leggere questo approfondito commento.
    Vi aspettiamo a Ponte!

  2. Nadia Bocconi Rispondi

    Da pontasca “acquisita”, posso solo citare la frase di mio marito quando di comune accordo abbiamo deciso che sarei stata io a trasferirmi nel suo paese dopo il matrimonio: “Non te ne pentirai, ti porto in paradiso!”. Suona un po’ campanilistico, però devo ammettere che aveva ragione: venite a Ponte e anche voi ve ne innamorerete.

  3. Marco Azzola Guicciardi Rispondi

    Sottoscrivo tutto, con l’aggiunta della nostalgia di un “emigrato nella bassa” che riesce solo a fare delle scappate saltuarie al suo paese.
    Devo purtroppo però notare che la fotografia con la bellissima vista del conoide coltivato che guida lo sguardo sulla chiesa della Madonna di Campagna non è più quella, deturpata da un orribile capannone, inutilizzato. La sensibilità paesaggistica e l’amore per il proprio paese di alcuni abitanti ha ceduto a un operazione speculativa e rovinato questo bellissimo angolo.

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