Mercoledì 27 ottobre 2021

Folla a caccia di prelibatezze alla festa “par i Sciori” in Aprica

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Tra conferme, novità e qualche defezione bilanciata dalle new entry, è andata in scena ieri sera tra i vicoli di San Pietro la nona edizione della Festa par i Sciori (festa per gli ospiti). La folla, come al solito straripante, dei turisti e dei compaesani si è mossa lentamente tra l’uno e l’altro dei punti cardine, quelli dove si potevano apprezzare quadretti animati di antichi mestieri e assaggiare le più gustose leccornie preparate dalle famiglie dei contradaioli.
Così dai Mascarì c’erano i chisciöi (in collaborazione con la Confraternita del chisciöl e dei vini del Tiranese) più ‘l cafè da dumega (caffè d’orzo) e il taglio della legna, dal Ciciù Francesconi i formaggi stagionati e quello fuso, dai Bòci pulenta lüganaga e furmài (polenta, salsiccia e formaggio), pulenta taragna dal Cristòfan di Bòci, affettati di ogni genere con brasciadèla (pan di segale) al foràn di Cumeleri, frìtuli da pom (frittelle di mele) a Ca’ di Conti, delizioso zabjù (zabaglione) dai Ciónch, strepitoso panvì e chiacchiere dai Pidói, al büi (fontana) vin brulé distribuito da Elia Corvi e Nino, poi thè e cioccolata calda con Alliana Bozzi e Laura Buzzella. Ma forse dimentichiamo qualcuno.
Gran successo e ilarità ha suscitato la balera di Elio Negri, impiantata davanti alla sua vecchia casa, dove bisognava rigorosamente calzare gli scarponi da sci per ballare al suono di una briosa fisarmonica. Si sono cimentati in diversi, spronati dall’instancabile Elio, che ogni tanto segnava il tempo con un pesante scarpone battuto sulle assi del palchetto.
Concepita dagli abitanti e operatori più creativi e generosi della contrada a est di Aprica, la Festa par i Sciori conferma in pieno il diritto a essere annoverata tra le più importanti manifestazioni aprichesei, in abbinata al suo contraltare estivo I tep d’ina olta.
Fonte: Ufficio Stampa Comune di Aprica

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