Giovedì 21 ottobre 2021

Massimo Franzetti: al turismo locale serve una cabina di regia meno politicizzata

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Nei giorni di insediamento del nuovo direttivo della DMO ”Destination Management Organization” Valtellina era nata su facebook una costruttiva discussione tra vari operatori turistici ed opinionisti. Personalmente mi sono permesso di esternare i miei personali dubbi e le mie perplessità sul futuro della DMO, ma anche di riconoscerle la bontà del iniziativa qualora vi fosse stata una condivisione e un coinvolgimento diretto con gli imprenditori privati. Sono passati vari mesi e i risultati sono lì da vedere e da discutere. Venendo però al concreto ritengo che nonostante tutti i fattori negativi che si sono sommati in questo ultimo anno (situazioni atmosferiche sfavorevoli, viabilità disastrosa, costante incertezza politica che ha limitato la propensione alle vacanze, crisi economica…) l’economia turistica valtellinese, pur con qualche difficoltà, è riuscita a contenere il calo di fatturato rispetto ad altri settori produttivi provinciali. Questo a mio parere conferma che la caparbietà, determinazione e professionalità di tanti albergatori, eroici impiantisti, tenaci commercianti, ha permesso di affrontare questi momenti di forte negatività con grande spirito imprenditoriale e ferma convinzione che bisogna tenere duro e non mollare. Però mi chiedo cosa sarebbe successo se la parte pubblica fosse stata più determinante, responsabile e meno politicizzata, coinvolgendo in primis gli operatori privati e non volersi sostituire a noi, forse la DMO provinciale avrebbe raccolto i consensi necessari ad unire il territorio e non a dividere, come è poi successo. Ora ci troviamo con un’Alta Valtellina che detiene l’84% del mercato turistico provinciale con capofila BMM e imprenditori privati uniti, fortemente motivati, con un prodotto d’area completo, con un marchio d’area conosciuto a livello internazionale, una neo organizzazione gestionale con risorse umane preparate e, non ultimo, una dotazione finanziaria di 1.900.000 €. Il rimanente 16% del mercato provinciale frazionato in sette centri turistici, quattro comunità montane, sei consorzi turistici mandamentali, cinque uffici informazioni, e, in cabina di regia, la politica ovviamente con una DMO spuntata con poche risorse economiche da spartire a pioggia sui vari mandamenti.
Massimo Franzetti
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