Domenica 13 giugno 2021

Gennaio mese terribile per gli alberghi della provincia di Sondrio

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Questo il quadro d’insieme emerso da un’indagine svolta in questi giorni dall’Unione del Commercio e del Turismo su un campione rappresentativo di operatori – tra alberghi, pubblici esercizi e ristoranti, e attività commerciali -, distribuito su tutto il territorio provinciale e riferito a tutto il mese di gennaio 2021 (dal 1° al 31).
ALBERGHI dal 1° al 31 gennaio: Madesimo 80% chiusi; Chiavenna 50% chiusi; Morbegno tutti aperti per pochi clienti (agenti di commercio e operai); Valmasino tutti aperti, ma senza clienti; Chiesa in Valmalenco 90% chiusi; Teglio 80% chiusi; Aprica 80% chiusi; Tirano 30% chiusi; Bormio 70% chiusi; Livigno 90% chiusi.
Dunque, per tutto il mese di gennaio 2021, gli alberghi sono rimasti per la maggior parte chiusi nelle zone turistiche più attrattive della provincia di Sondrio e non solo, in attesa degli sviluppi sia riguardo all’andamento del contagio, ma soprattutto rispetto all’ipotesi di riapertura degli impianti sciistici.
PUBBLICI ESERCIZI (BAR E RISTORANTI): tragica la realtà dei pubblici esercizi e della ristorazione, aperti a mezzo servizio, e categorie tra le più colpite dalle restrizioni causate dall’emergenza sanitaria, con ripercussioni a cascata su tutta la filiera legata a queste attività.
Le aziende del commercio del turismo e dei servizi della provincia di Sondrio.
La fotografia di anni pre-Covid evidenziava 13.916 imprese attive in Valtellina e Valchiavenna, di cui 2.947 del commercio, 1.816 del turismo, 2.766 dei servizi, 441 dei trasporti. In totale il terziario di mercato contava 7.970 attività, il 57,3%. Dati già ad oggi da rivedere decisamente al ribasso, considerato che parecchi operatori hanno chiuso durante la pandemia.
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