Sabato 27 novembre 2021

Il ghiacciaio di Vazzeda arretra cinque metri ogni anno

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Terminata la campagna glaciologica 2021 del Servizio Glaciologico Lombardo (servizioglaciologicolombardo.it). Un’altra estate è passata e con essa il periodo più critico per i ghiacciai. Purtroppo anche la stagione di ablazione (fusione) appena terminata, ha confermato il trend ormai irreversibile (almeno nei prossimi decenni) a cui stanno andando incontro la maggior parte dei nostri ghiacciai e questo con buona pace di molti negazionisti climatici.
L’estate si è mangiata una fetta del Ghiacciaio del Morteratsch
La buona stagione di accumulo 2020/21 ha giovato soprattutto alle quote più elevate, dove la neve si è preservata localmente oltre i 3300 m (con esposizione sfavorevole e localmente a quote più basse in aree meno esposte) e tipicamente anche sui piccoli e protetti glacionevati con alimentazioni valanghiva.
Per il resto la storia si ripete ormai monotona ogni anno. Quella che fino ai primi di agosto pareva essere una stagione con bilanci sostanzialmente in equilibrio, si è rapidamente trasformata nell’ennesima debacle con la fusione che accelerando si è poi protratta per buona parte del mese di settembre anche a quote superiori ai 3200 m, cosa impensabile solo qualche decennio fa. Per farvi un esempio dal 25 settembre al 18 ottobre, quindi a stagione largamente inoltrata, sulla lingua orientale del ghiacciaio di Fellaria sono andati persi ben 55 cm di ghiaccio e la fusione è parzialmente ancora attiva.
Informarsi sulle condizioni prima di visitare il ghiacciaio di Fellaria
Il ghiacciaio di Vazzeda si trova alla testata della val Sissone nel gruppo Disgrazia – Mallero ed è stato visitato ai primi di agosto e in seguito il 12 settembre. La neve che ad agosto era ancora ben presente e copriva l’80% della superficie del ghiacciaio, dopo un mese, si è per buona parte fusa, relegata nella fascia altimetrica tra i 3000 ed i 3080 m, protetta dalla parete dell’omonima cima. Lingue di neve sono rimaste ai lati esterni e alla fronte. Sul ghiacciaio sono presenti 2 paline ablatometriche, martoriate spesso e volentieri da valanghe e dalle scariche di sassi. Per questo solo la n°2 di quota 2910 m è stata trovata in buono stato ed ha restituito un valore di – 200 cm di perdita di spessore di ghiaccio dal 2019 (nel 2020 non è stata fatta la lettura).
I segnali di misura posti a margine del ghiacciaio testimoniano il costante arretramento della fronte e ci dicono che ogni anno lo stesso arretra di circa 5 m.
Ricordiamo che la superficie dell’apparato si è più che dimezzata dal 1990, anno in cui la superficie era pari a 44,5 ha, ridottasi a 26,6 ha nel 2012 e quindi agli attuali 19 ha (2018).
2 km persi dal ghiacciaio dei Forni negli ultimi 150 anni



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