Domenica 01 agosto 2021

Guido Bertarelli Capanna Milano 30 aprile 1916

Condividi





Capanna Milano, 30 aprile 1916. “Cara mamma, quando riceverai questa mia sarò assai più in alto da dove ti scrivo (2878 m), con tutta probabilità sarò più in alto di tutta la guerra mondiale; vi è in questo concorrenza tra me e Pier Luigi, vuol dire che chi perderà, sarà più in basso di 150 metri è starà un po’ più comodo. In questi giorni, per i lavori di preparazione nel costruire i rifugi sopra i 3600 metri, sono sempre su e giù tra i 3000 e i 3600 metri. Puoi immaginare i panorami: su tutte le cime nelle luci più straordinarie. Non è più il panorama visto per pochi minuti durante una escursione; è una scenario sconfinato che a poco a poco piglia colore e nome: già vedo se sul lago di Como vi è bel tempo e se nella Baviera del nord si ammassa un temporale. Poveri austriaci: col cannocchiale li frugo nella parte retrostante e vedo la loro vita. Mettiti in mente che starò benissimo, grandi sonni, preoccupazioni limitate al modo di far da magiare, qualche tormenta ogni tanto…”
Capitano del regimento V° Alpini, Guido Bertarelli.
Grande alpinista, grande uomo, scialpinista e grande combattente, sua era l’alta val Zebrù durante la guerra, infatti oggi il rifugio V° Alpini è intitolato a lui.
Tutto tratto dal libro “Battaglie per la Trafojer”, ci sono foto e documenti fantastici che raccontano un susseguirsi delle vicende di guerre, conquiste e perdite in Valfurva.
Marco Trezzi
Le news su WhatsApp e Telegram



Ultime notizie