Sabato 31 luglio 2021

I risultati di Goletta Legambiente nelle acque del Lario

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Sono stati dieci i punti monitorati quest’anno dalla Goletta nelle acque del Lario e sottoposti ad analisi microbiologiche, quattro sulla sponda comasca e sei su quella lecchese. Complessivamente quattro punti sono risultati fuori dai limiti di legge e più precisamente due sono stati giudicati come “fortemente inquinati” (uno in provincia di Como e uno in provincia di Lecco) e altri due come “inquinati” (uno in provincia di Como e uno in provincia di Lecco). Nel mirino ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva nei laghi.
È questa in sintesi la fotografia scattata nella tappa lombarda lungo le sponde del Lario da un team di tecnici e volontari di Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute dei bacini lacustri italiani.
I DETTAGLI DELLE ANALISI MICROBIOLOGICHE SVOLTE SUL LARIO
I prelievi e le analisi di Goletta dei Laghi vengono eseguiti da tecnici e volontari di Legambiente. L’ufficio scientifico dell’associazione si è occupato della loro formazione e del loro coordinamento, individuando laboratori certificati sul territorio. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero fino al momento dell’analisi, che avviene lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli).
È bene ricordare che il monitoraggio di Legambiente non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi per porre rimedio all’inquinamento dei nostri laghi, prendendo prevalentemente in considerazione i punti scelti in base al “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni dei circoli di Legambiente e degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Foci di fiumi e torrenti, scarichi e piccoli canali che spesso troviamo lungo le sponde dei nostri laghi, rappresentano i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano nei bacini lacustri. Il monitoraggio delle acque nel Lario è stato eseguito tra il 28 e il 29 giugno.
I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.
Per la sponda comasca “fortemente inquinato” è risultato il prelievo eseguito a lago, davanti alla foce del torrente Cosia, con cariche batteriche più alte di quelle consentite per gli scarichi. “Inquinato” risulta il punto alla foce del torrente Telo, ad Argegno, punto storicamente monitorato dalla Goletta dei Laghi e risultato entro i limiti negli ultimi cinque anni. Quest’ultimo risulta balneabile dal Portale delle Acque del Ministero della Salute.
Entro i limiti, come negli ultimi 3 anni, i prelievi effettuati presso la foce del torrente Breggia, a Cernobbio, e alla foce del torrente Albano, a Dongo.
Per la sponda lecchese dei sei punti campionati risulta “fortemente inquinato” il prelievo effettuato presso la foce del torrente Caldone, nella città di Lecco, e “inquinato” la foce del torrente Valle dei Mulini (Oro), a Bellano. Quest’ultimo in particolare risulta balneabile dal Portale delle Acque del Ministero della Salute. Entro i limiti risultano i prelievi a lago, presso la foce del torrente Inganna (a Colico) e presso la foce del torrente Esino (a Perledo), il prelievo effettuato presso la foce del torrente Meria, a Mandello del Lario, e quello presso la foce del torrente Gallavesa, a Vercurago.
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