Mercoledì 27 ottobre 2021

Il CAI contrario all’obbligo di Artva nelle escursioni sulla neve

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Per praticare le attività escursionistiche in ambienti innevati, anche mediante le racchette da neve, sarà obbligatorio munirsi di “sistemi elettronici di segnalazione e ricerca (Artva), pala e sonda da neve omologati”. In assenza di tali strumenti di ricerca è prevista una sanzione pecuniaria da 100 a 150 €.
Questo è quanto emerge dal testo dell’articolo 24 dello schema di decreto legislativo (in attuazione delle legge delega n. 86 del 2019 di riforma delle sport) sulla sicurezza nelle discipline sportive invernali (Atto n. 229), che il Governo ha trasmesso al Parlamento per il parere delle Commissioni Cultura.
Attualmente l’articolo 17, comma 2, della legge n. 363 del 2003 stabilisce che “i soggetti che praticano lo scialpinismo devono munirsi, laddove, per le condizioni climatiche e della neve, sussistano evidenti rischi di valanghe, di appositi sistemi elettronici per garantire un idoneo intervento di soccorso”.
Il nuovo testo (art. 24, co. 2) obbliga la presenza di Arva, pala e sonda da neve omologati ogniqualvolta si pratichi lo scialpinismo o lo sci fuoripista (a prescindere dalle condizioni del terreno), ma ne estende l’obbligatorietà alle attività escursionistiche in ambienti innevati, anche mediante le racchette da neve (ciaspole).
Applicando letteralmente il testo, se vado a fare una escursione a piedi  in un ambiente innevato (ad esempio, una passeggiata in un bosco) devo essere munito di Artva, pala e sonda.
Si tratta di una limitazione alla libertà di movimento non tollerabile in nome di regole di sicurezza oggettivamente inesistenti: quale pericolo di valanga ci può essere facendo una escursione in un bosco?
Fonte: CAI



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