Domenica 19 settembre 2021

Il Cai Valtellinese contro l’eliski in Valmalenco

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eliski livigno La delibera del Cai Valtellinese
Nel Consiglio Direttivo di giovedì 10 settembre 2015 del CAI – Sezione Valtellinese di Sondrio si è discusso sulla delibera n° 15 del 13-4-2015 della Giunta del Comune di Torre Santa Maria avente per oggetto: “Esame della costituenda ATI eliski in Valmalenco e approvazione schema di accordo per la regolamentazione dell’attività”.
Contenuto della delibera: la giunta nelle premesse afferma che in data 16-3-2015 ha acquisito la dichiarazione di intenti di costituzione di una ATI (Associazione Temporanea di Impresa) tra Elitellina srl, Monterosa Travel, Scuola di sci Valmalenco, Funivia al Bernina srl, che si deve autorizzare l’uso di piazzole di imbarco e sbarco, che non può riconoscere in via esclusiva l’uso delle piazzole, che non esiste, al momento, una disciplina in materia di eliski e che quindi ritiene opportuno procedere ad un accordo tra le parti (ex art. 11 legge 241/1990), pertanto delibera di approvare il testo dell’accordo in 4 articoli con cui intende regolamentare lo svolgimento dell’attività di eliski fino al 31-5-2016.
Contenuto dell’accordo:
all’art. 1 il Comune prende atto della costituenda ATI;
l’art. 2 prevede: gestione e coordinamento dell’attività di eliski da parte dell’ATI, la non responsabilità del Comune derivante dalla pratica sportiva (responsabilità dell’ATI), impegno dell’ATI nella manutenzione delle piazzole, rimborso da parte dell’ATI al Comune di euro 40 a rotazione o giornate lavoro.
l’art. 3 definisce la gestione e organizzazione dell’attività da parte dell’ATI nonché il ruolo e la responsabilità delle guide alpine;
l’art. 4 riguarda i doveri di pubblicizzazione del documento.
Dichiarazione di intenti per la costituzione di ATI. Partecipano all’ATI: Funivia al Bernina srl, Scuola di sci Valmalenco, Elitellina srl, Monterosa Travel. Viene stabilito: intento di costituire l’ATI (Associazione Temporanea di Impresa); di conferire mandato collettivo speciale a Funivia al Bernina in qualità di capogruppo; di impegnarsi a costituire l’ATI in caso di approvazione da parte dei Comuni; di impegnarsi a rispettare e adeguarsi alle disposizioni normative; di essere in regola con le disposizioni antimafia; viene definita la suddivisione dei compiti tra i componenti dell’ATI.
Si apre un’ampia discussione al termine della quale viene ribadito che iI problema relativo all’uso dell’elicottero per il trasporto in quota di sci alpinisti è affrontato nel Nuovo Bidecalogo del Club Alpino Italiano al punto 4, Turismo in montagna, ultimo capoverso de “Il nostro impegno”, ove viene detto: “Contrastare o comunque scoraggiare l’uso di aerei, elicotteri, motoslitte per finalità ludico-sportive”. Non vi è un esplicito riferimento all’eliski. Nell’inciso viene espressa una posizione più generale verso iniziative ludico-sportive all’interno delle quali si ritiene rientri la pratica dell’eliski.
E’ pur vero che tale attività, mentre ha un valore puramente ludico per gli sciatori, rappresenta una fonte di lavoro e reddito per diverse categorie del settore: elicotteristi, guide alpine, probabilmente anche per albergatori, ecc.
Si può pertanto porre il problema di coscienza: nel decidere una posizione quale dei due aspetti far prevalere? La dimensione professionale, del lavoro, della produzione di reddito, che farebbe propendere per l’accettazione dell’attività, o la dimensione ludica che farebbe propendere per un parere assolutamente negativo?
A orientare la decisione il Consiglio Direttivo del CAI – Sezione Valtellinese crede sia ancora l’attenzione all’ambiente: autorizzare la pratica dell’eliski, che richiamerebbe probabilmente numerosi sci alpinisti provenienti anche da altre province, regioni e forse Stati, tra l’altro in aree molto limitate e, quindi, ad alta densità di presenze, significa sacrificare, ancora una volta, l’ambiente montano a inquinamento acustico, chimico, meccanico, significa accrescere il rischio di incidenti, di valanghe, significa rischio di deturpamento della vegetazione, disturbo della fauna, alterazione dei manti nevosi. Inoltre detta pratica risulta poco educativa e formativa dello sciatore rispetto ai problemi della sicurezza, dell’impegno fisico, del benessere psicologico, dell’esperienza di osservazione e conoscenza dei luoghi attraversati.
Per questo, il Consiglio Direttivo della Sezione Valtellinese, considerato che sia possibile un turismo invernale a basso impatto ambientale alternativo a quello proposto dall’ATI, ritiene di esprimere un parere negativo rispetto alla delibera della Giunta del Comune di Torre Santa Maria con cui si approva il testo di accordo con l’ATI per lo svolgimento e la regolamentazione dell’attività di eliski nel proprio territorio.

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