Sabato 31 luglio 2021

Il dissesto che anticipò la catastrofe della Val Pola

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“Erano le 19:30 di sabato 18 luglio 1987, la luce iniziava a calare qui in Valdisotto dove ha piovuto incessantemente, non avevo mai visto una tale forza nelle piogge. I primi segnali di quello che stava accadendo venivano dall’Adda, l’acqua era sempre più torbida ed aggressiva, la prima colata di detrito in ordine cronologico è arrivata dalla Val Mala, in sinistra orografica, che ha spazzato la strada statale 38, interrotta in più punti a causa dell’Adda che se l’era presa con sé, solo poche decine di minuti dopo arrivarono colate da Vendrello e dalla Val Pola in destra orografica, quest’ultima la più grossa che aveva creato un visibile sbarramento al corso dell’Adda, qui a Morignone eravamo completamente isolati e terrorizzati, questo è il punto più stretto dell’intera Valtellina, da Bormio arrivavano voci di un’occlusione all’incrocio tra Adda e Frodolfo, eravamo spaventati per una possibile onda di piena nella notte, ovunque si sentivano rumori inquietanti.”
Il mattino dopo la piana di Morignone con i suoi abitati (Morignone, Sant’Antonio Morignone e Poz) era completamente allagata a causa delle colate di Val Pola e Vendrello che avevano creato un piccolo lago di 7-9 metri di profondità. Alle 7 arrivano gli elicotteri per trasportare gli abitanti sul piazzale della Levissima, si registra la morte di una persona nei pressi del torrente. Ieri si è ricordato il primo dei dieci giorni che anticipano la catastrofe più grande dell’alluvione della Valtellina, nessuno ancora era a conoscenza che la Val Pola sarebbe collassata, il dissesto venne scoperto il 23 luglio, cinque giorni prima della distruzione totale della piana di Morignone.
Marco Trezzi
1987-2021: per non dimenticare
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