Lunedì 27 settembre 2021

Il Gavia ha perso la sua custode dopo 61 estati

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Per la Valle del Gavia sono giornate tristi, il passo ha perso quella che qualcuno definiva la sua “Regina”. Mancherà arrivare su e vederla al bar, in sala da pranzo, con il suo grembiule sempre indosso, circondata dall’affetto dei figli e dei clienti affezionati, oppure sul balcone della sua camera “presidenziale” ad ammirare il panorama e sorvegliare le cime con il suo binocolo appeso al collo, come una vera rifugista sa fare. Dopo 61 estati trascorse lassù, ci ha lasciati Vittorina, si può dire tranquillamente che fosse la persona che ha trascorso più vita sul Gavia di ogni altro essere umano al Mondo. Fu lei infatti, insieme al marito, a far nascere il mito del Gavia, a tirare in piedi, mattone dopo mattone, il rifugio sul passo, quando la strada era ancora una militare in stato di abbandono. Certamente ha contributo, almeno in parte, a far crescere il turismo nella sua Valfurva. Ogni Giugno fremeva della voglia di tornare in quota, ricordo ancora poche settimane fa, quando la incrociai seduta in auto, a fianco della figlia, mentre saliva tutta contenta verso il passo, verso quel rifugio che per lei era un pezzo di vita, un pezzo di storia. L’altra sera purtroppo ci ha lasciati, ma mi piace pensare che lo abbia fatto come avrebbe voluto: in quel posto dove aveva lasciato il cuore. A 92 anni si è spenta nella sua camera a quota 2621 metri, e diciamocelo, forse alla fine è proprio quello che avrebbe voluto. Di certo c’è che arrivare a 90 anni suonati a trascorrere mesi interi a quelle quote non è da tutti, è da fisici “di una volta”, di donne “vere” di montagna, con il cuore forte, temprate per resistere ad ogni condizione. Il Passo Gavia ha perso veramente la sua “Regina”, ma la sua anima continuerà a vivere lassù, su quelle cime, su quella strada e su quel rifugio che tanto amava, per la quale ha dedicato la sua vita.
Marco Trezzi

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