Martedì 22 giugno 2021

Il mistero del numero dei frontalieri in Svizzera

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Le opportunità garantite dal mercato del lavoro svizzero hanno permesso di attenuare i problemi dovuti alla disoccupazione in Valtellina e Valchiavenna Ma al di là di alcune iniziative poco più che occasionali manca una reale attenzione a questa tematica. Lo scrive in una nota la Cgil di Sondrio.
Il mistero dei numeri
Una delle priorità, secondo la Cgil di Sondrio, è rappresentata dalla conoscenza dei numeri reali del fenomeno. Recentemente dal Canton Grigioni è stato comunicato che i frontalieri italiani occupati sul territorio cantonale sono circa 3000 e si stima che il 90% risieda in provincia di Sondrio. Altri dati forniti da Berna parlano di oltre seimila frontalieri attivi nei Grigioni. Non possiamo accontentarci delle stime: è indispensabile definire in modo dettagliato il numero di frontalieri, la loro provenienza per Comune, il luogo di lavoro e il settore di impiego. La conoscenza dell’esatto numero di lavoratori italiani con permesso G è funzionale anche alla verifica del pagamento dei ristorni. Ma, più in generale, è necessario conoscere il fenomeno per quanto riguarda tutte le tipologie di permessi.
Emergenza viabilità
Rispetto ai decenni passati secondo la Cgil è aumentata la percentuale di frontalieri che rientrano quotidianamente in Italia. I disagi dovuti alla situazione stradale sono rilevanti, anche a causa dei problemi che si riscontrano per le condizioni meteorologiche e i fenomeni di dissesto idrogeologico, ad esempio nella tratta Maloja-St. Moritz. Ma mentre nei Grigioni si investe con continuità sulla rete viaria, basti pensare agli oltre duecento cantieri aperti dopo Pasqua e al progetto del tunnel da 200 milioni di franchi tra Sils e Plaun da Lej, nei tratti italiani ci si limita, nel migliore dei casi, alla manutenzione ordinaria. La strada del Maloja dovrebbe essere vista come una via di comunicazione unica tra la Lombardia e l’Engadina, anche se si trova in due Paesi. È quindi evidente la necessità di dedicare risorse anche alla statale 36 da Colico a Chiavenna e alla 37 tra la città della Mera e la dogana. Un altro tema rilevante è quello dei trasporti pubblici. Attualmente le tariffe dell’AutoPostale sono poco convenienti per i cittadini italiani: una corsa da Chiavenna a St. Moritz costa circa 25 euro. Ance se siamo consapevoli che non sarebbe una soluzione per tutti, riteniamo doverosa una valutazione della possibilità di promuovere abbonamenti transfrontalieri, come avviene in Ticino.
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