Sabato 27 novembre 2021

Il racconto di un’escursione al Rifugio Del Grande Camerini

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Escursione del 31 agosto 2013
Come sempre si cerca di lasciare il meglio alla fine, e quindi questa è l’ultima di un mese di belle escursioni.
Dopo aver letto e visto foto – si decide per un anello molto panoramico.
Le motivazioni ad andar per monti, valli e cime sono le più svariate; per questo giro a me è venuta vedendo questa foto http://www.caisovico.it/rifugio/f_rif_foto_panorama.jpg
Anche io ne voglio una …..
Alle 7 e 15 con una frizzante temperatura di 7° con 2 amici partiamo da Chiareggio. La giornata è perfetta, il tempo bellissimo.
Facciamo il giro dalla Val Sissone sia perché non abbiamo fretta di arrivare, sia per farci il tratto ferrato in salita.
Dopo il pian del Lupo arriviamo a Forbicina, quindi saliamo lievemente per una facile mulattiera a Laresin e da qui per saliscendi entriamo nel cuore della val Sissone. Il sentiero, parte dell’alta via della Valmalenco, negli attraversamenti delle vallette non è evidentissimo (meno male che troviamo molti ometti ed i triangoli gialli). Sulla nostra sx imponente ed incombente la vedretta e la nord del Disgrazia. Qui siamo raggiunti da un altro escursionista: Andrea di Milano – ma non il solito “milanes”, un escursionista-alpinista super esperto che si fa il nostro medesimo giro e con il quale passiamo piacevolmente tutta la giornata.
Arrivati in fondo alla valle, inizia la salita vera e propria; un bello strappo che ci porta ai 2400 mt. Arrivati ad un pianoro la vista inizia ad aprirsi; dinnanzi a noi il Disgrazia si svela in tutto il suo splendore, mentre a ovest inizia il regno del granito: Le cime di Chiareggio, la punta Baroni, il monte Sissone e alle nostre spalle a nord, la cima di Rosso e la cima di Vazzeda.
Una bocchetta (passo della Corna del Sissone di dentro) ci porta verso la piana (non proprio piana) sopra l’alpe Sissone.
Dopo un lungo traverso arriviamo all’incrocio con la via diretta al rifugio e da qui saliamo sino alla base delle roccette.
15 mt ben attrezzati, su roccia solida e con begli appoggi, ci portano alla cresta. Risaliamo alcune decine di metri e siamo ai 2580 mt del rifugio dopo 3 ore e mezza dalla partenza.
La vista è imponente: il Disgrazia con il suo ancora importante e crepacciatissimo ghiacciaio, la parete nord sulla cui parte alta è ancora presente neve fresca caduta nello scorso weekend, la testata della val Sissone, la cima di Vazzeda che dal rifugio appare veramente importante. E che dire della vista verso la valle del Muretto e lo scorcio sulla frastagliatissima cresta Gervasutti della cima di Val Bona; verso Chiareggio (proprio sotto di noi) e la Valmalenco, verso il Ventina e l’imponente morena del ghiacciaio e sopra le cime del Duca, il lago Pirola ed il pizzo Rachele. A est il Tremogge e le cime sopra il ghiacciaio Scerscen inferiore; più lontano il Cresta Guzza e l’Argient, ancor più lontano lo Scalino.
Ok il panorama è eccezionale, ma che dire del rifugio: carinissimo con uno staff di volontari veramente di prim’ordine: simpatici e socievoli, e la pappa: buona ed abbondante.
Dopo pranzo scendiamo per la via principale: un bel salto a cavallo fra la val Sissone e la val Bona. Dopo un’ora e mezzo siamo all’alpe Vazzeda superiore e dopo poco più di mezz’oretta al pian del Lupo dove completiamo l’escursione.
Alcuni dati; oltre 13 km di sviluppo, 1000 mt di dislivello.
Ma si, diamo un voto (molto soggettivo) all’escursione: fatica 8; bellezza dei luoghi 10-; rifugio 9 e mezzo.
A cura di Claudio Bormolini

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