Mercoledì 23 giugno 2021

Il sistema Italia e la gestione dell’emergenza: eccessi e criticità

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Trovo patetico che l’Italia, la quale vanta di avere uno dei sistemi sanitari migliori al mondo, debba ringraziare Cina (ma se ci mandasse i tamponi visto che attualmente nessuno può entrare in Cina se non avendo il test negativo al fine di evitare un’epidemia “di ritorno”), Cuba e ora anche Russia per ricevere mascherine, medici e altri presidi sanitari.
Interessanti i camion dell’esercito russo per la disinfestazione delle strade, ma neppure un po’ di varechina possiamo produrre? O forse manca il personale per utilizzarlo in quanto questa funzione non è compresa nel mansionario?
Si registra eccesso di:
-garantismo, formalismo burocratico (i tamponi non vengono distribuiti perché i test per validarli richiedono tempo e rispetto di procedure che ne rallentano la possibilità di immetterli nel mercato);
-sindacalismo protezionistico;
-regionalismo legislativo senza atti di indirizzo governativo cogente;
-protagonismo individualistico e di interessi personali e di gruppo;
-scarso coordinamento centrale che resta paralizzato da conflitti di potere tra le diverse istituzioni.
Tutti questi fattori, nel loro insieme, vanificano il “sistema Italia” che attualmente non può dimostrare di aver affrontato con successo questa emergenza (come ha fatto Taiwan) con la conseguenza di dare implicitamente ragione a regimi fortemente centralistici di gestione del potere politico ed amministrativo come Cina e Russia che comportano, tuttavia, la ben nota limitazione dei diritti umani.
Riccardo Zerbetto (psichiatra e psicoterapeuta, direttore del Centro Studi Terapia della Gestalt e fondatore del progetto Orthos sulle dipendenze – riccardozerbetto.it)

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