Martedì 21 settembre 2021

Il teleriscaldamento valtellinese, un connubio tra ambiente e turismo

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teleriscaldamento tirano La Valtellina non è conosciuta solo per le piste da sci e i pizzoccheri, ma in un settore, quello industriale, c’è un’esperienza che viene portata, spesso ad esempio, fuori dai confini provinciali.
Precisamente a Tirano, con Teleriscaldamento Spa, in un ambito, quello dell’energia ecocompatibile e della qualità dell’aria che riempie sempre di più le pagine dei media di tutto il mondo, soprattutto in relazione alla insostenibilità ambientale dei carburanti di origine fossile.
Grazie all’utilizzo della biomassa per produrre calore ed energia nel 2015 la provincia di Sondrio, con Tirano e Sondalo, ha festeggiato il primato nella classifica dei comuni italiani teleriscaldati con maggiore potenza termica installata, graduatoria inserita nell’annuale rapporto comuni rinnovabili di Legambiente, dove i due paesi risultano primo e al quinto posto rispettivamente con 55.980 e 23,840 KW termici.
Ne abbiamo parlato con l’indiscusso protagonista di una cavalcata che, al netto delle solite sterili polemiche locali, merita di essere raccontata, visto anche il connubio ambiente turismo che è il mantra di questo sito internet. Stiamo parlando di Walter Righini, amministratore delegato di Teleriscaldamento Spa, che abbiamo incontrato nel suo ufficio a Tirano.
Come e dove nasce l’idea del teleriscaldamento?
“Tutto è iniziato tra il 1997 e il 1998, con l’inizio dei lavori nel 2000 e i primi allacciamenti. L’idea di fondo era riuscire a realizzare centrali di produzione di energia termica con l’obiettivo primario di utilizzare la biomassa per fini energetici”.
Un progetto semplice a parole
“Certo, va detto che il finanziamento della Regione Lombardia ha permesso lo sviluppo iniziale dell’idea, ma, successivamente, visti i risultati positivi che man mano realizzavamo siamo andati sempre avanti riuscendo a sviluppare molto più del progetto iniziale”.
Qualche dato in merito?
“Tirano e Sondalo sono allacciati dal 2000, Valfurva dal 2007. Tirano conta 38 km di rete e Sondalo 18 km. Chiaramente lo sviluppo ha richiesto aumenti di capitale sociale per gli investimenti necessari e, ovviamente, un aumento dell’esposizione bancaria. Nel frattempo è partito anche l’impianto di Fusine che produce energia elettrica dissipando il calore che produce nella produzione”.
Il vantaggio sui costi è la chiave del successo del teleriscaldamento ?
“La richiesta sempre maggiore sul mercato ha portato la biomassa e i prezzi del cippato a livelli sempre più alti, di conseguenza è stato necessario praticare in aumento delle tariffe, che sono però sempre concorrenziali rispetto ai combustibili a base di idrocarburi. Utilizzando la biomassa al posto del gasolio si ha mediamente un risparmio che va dal 5 al 20%. La popolazione è sempre stata contenta del servizio. Mi piace ricordare le tante visite che vengono organizzate alle nostre centrali”.
Che società è il Teleriscaldamento?
“Teleriscaldamento Coogenarazione Valtellina Valchiavenna Valcamonica è una società per azioni con una proprietà molto distribuita tra soci ed enti pubblici locali. Eroga un servizio pubblico locale e segue il criterio di pareggiare i costi ai ricavi”.
E l’energia verde si allaccia bene alla promozione del turismo
“Senza dubbio, basti pensare che in Valfurva gli hotel che sono allacciati con noi espongono il cartello”.
Tutta la Valtellina a biomassa è un sogno?
“Si tratta di un percorso articolato, ma non lunghissimo. L’errore che viene commesso oggi è quello di avere impianti che producono solo energia elettrica e la mettono in rete, ma senza sapere dove finisce, con un consumo notevole di biomassa”.
Da dove arrivano le materie prime necessarie?
“La biomassa al 90% è locale il cippato lo abbiamo sempre comprate dalle segherie, ma ora il 60% arriva direttamente dalle tante piccole ditte boschive nate nel frattempo. La filiera filiera bosco-legno si è accorciata e le aziende del settore si stanno riprendendo. Oggi si lavora nei boschi con attrezzature, macchine e imprese moderne”.
Si torna indietro nel tempo per andare avanti, si dice
“Stiamo mettendo in evidenza le potenzialità e le ricchezze dei nostri boschi. Si sta ritornando a coltivarli con conseguenze solo positive. Prima di tutto un bosco giovane riduce il rischio degli incendi, poi migliora la qualità del legname”.
Ma grazie al teleriscaldamento si guarda anche al futuro tecnologico
“Grazie alle nostre infrastrutture stiamo portando la banda ultra larga e come Federazione italiana dei produttori di energia da fonti rinnovabili (Fiper) abbiamo firmato un accordo presso il ministero dello Sviluppo economico per facilitare l’introduzione della rete in fibra ottica nei comuni già teleriscaldati a biomassa e promuovere la cablatura nelle nuove infrastrutture di riscaldamento da centrali di cogenerazione”.

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