Venerdì 27 novembre 2020

Il turismo Valtellinese: uno sguardo al futuro

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Il 2018 e il 2019 sono stati anni positivi per la provincia di Sondrio, che stando ai dati rilasciati dal Comune aveva fatto registrare un +45% solo due anni fa. Su quali sforzi bisogna concentrarsi ora a fronte di una situazione senza precedenti, che ha colpito il settore del turismo cambiando le dinamiche sia interne che esterne nel breve e, potenzialmente, anche nel lungo periodo?

Il turismo della zona

La nostra zona può contare su un’offerta turistica a 360°, con accesso a 332 km di impianti sciistici nei mesi invernali, alle ferrate percorribili nei mesi estivi, alle bellezze della città di Sondrio e al relax delle sorgenti termali di Bormio, queste ultime accessibili tutto l’anno. Ciò rappresenta certamente un vantaggio per l’intera zona, che può rimanere attiva, seppur offrendo servizi diversi, praticamente tutto l’anno. Si tratta di un aspetto non indifferente vista la pressione posta sul sistema turistico italiano, fortemente dipendente dall’influsso di stranieri e messo in ginocchio dalle limitazioni ai viaggi internazionali. Il turismo di prossimità può però rappresentare un’opportunità di rilancio e innovazione per la nostra zona, strategicamente posizionata in prossimità di aree altamente popolose ma povere di attrazioni turistiche di qualità, come è invece il Passo dello Stelvio, a cui Tripadvisor dedica una giuda con recensioni e punteggi.

Adottando un approccio più “commerciale”, la provincia potrebbe puntare su maggiori sinergie tra i vari comparti turistici offerti, inter-promuovendo tutte le diverse opzioni presenti sul territorio per attrarre e far rimanere il turista più a lungo: perché non offrire pacchetti che abbinino attività di relax a escursioni all’aria aperta o culturali, il tutto senza mai dover lasciare la provincia? Rimane comunque certamente necessaria una maggiore attività di promozione del territorio all’interno dei confini lombardi e nazionali, in modo da poter sfruttare appieno il trend del turismo di prossimità che ha caratterizzato l’estate 2020 e sarà probabilmente anche il leitmotiv della stagione autunnale e invernale.

Il futuro: digitalizzazione e infrastrutture

È necessario però pianificare anche a lungo termine: quali sono i trend su cui puntare e quali infrastrutture ammodernare o costruire? La chiusura del Casinò di Campione lascia un “vuoto di potere” nel settore del turismo legato al gioco d’azzardo e la Valtellina è ben posizionata per trarne beneficio, trovandosi in una delle regioni con la spesa pro-capite più elevata di tutta la penisola ma anche in una provincia facilmente raggiungibile dall’estero e già ricca di offerte turistiche a cui si può ben legare uno stabilimento del genere, sia come opzione aggiuntiva d’intrattenimento sia come attrattiva principale da cui il turista può poi accedere alle altre bellezze paesaggistiche e storiche presenti. Questo settore del comparto dell’intrattenimento sta conoscendo un’espansione significativa ormai da anni, aiutato dal boom di piattaforme online che consentono anche a chi non ha mai avuto accesso a un casinò fisico di mettersi alla prova al tavolo verde, con un’offerta inoltre ben più ampia grazie all’assenza di restrizioni di spazio fisico: un esempio su tutti è Betway, un casinò online che al suo interno offre moltissimi giochi, con più di 100 slot machine, diverse varianti di roulette e blackjack. È interessante però notare come la stragrande maggioranza di questi siti offra una sezione live, con croupier collegati in diretta e sfidanti veri, che dimostra come gli appassionati di questi giochi ricerchino comunque ancora un’esperienza sì innovativa, ma personale.

Un casinò sarebbe quindi una delle opzioni che potrebbe essere esplorata per arricchire l’offerta della nostra provincia, affiancata da un progetto di rinnovo e rafforzamento delle infrastrutture già presenti, puntando sul cosiddetto “turismo lento”, che ritorna alle origini e rispetta i ritmi della natura, con un focus particolare sulle esperienze gastronomiche genuine e strutture ecosostenibili, una filosofia quindi che ben si sposa con l’attenzione al territorio e alla tradizione che da sempre contraddistingue la Valtellina. Serve però più attenzione alla digitalizzazione e i servizi offerti, così come le informazioni dettagliate sulle opzioni disponibili, devono essere facilmente accessibili e reperibili online, magari attraverso un’applicazione per smartphone tutta dedicata al territorio valtellinese. Il futuro è già 4.0 e la nostra provincia deve puntare su progetti che sappiano unire la tradizione e la storia della valle e dei suoi borghi con il mondo dell’etere per poter richiamare turisti offrendo un’esperienza moderna. In questo caso le opzioni si sprecano e la Valtellina può imparare da altri esempi italiani virtuosi: tour virtuali per mostrare un’anteprima degli scorci e panorami offerti dalla valle, profili Instagram e pagine Facebook con cui raggiungere potenziali turisti, siti web o app di prenotazioni con cui visualizzare le disponibilità e interagire direttamente con un servizio clienti multilingue in caso di domande e, perché no, anche pagamenti in criptovalute; c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Il settore del turismo è cambiato e la situazione attuale ha certamente accelerato i processi di digitalizzazione così come modificato le tipologie di turisti e le loro esigenze. Innovare e guardare al futuro è l’unica soluzione per assicurare alla Valtellina una posizione di prestigio nel turismo del domani.

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