Domenica 19 settembre 2021

Il volto dell’APT Livigno racconta il suo Piccolo Tibet

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Il turismo della provincia di Sondrio non è composto solo da hotel, ristoranti, impianti, terme, territori…, ma anche da chi li comunica, cioè i professionisti della comunicazione turistica. Oggi abbiamo deciso di raccontarvene uno, o meglio una, dato che stiamo parlando di Sara Bovo, addetto stampa dell’APT Livigno, che ha accettato il nostro invito a raccontarsi nel “suo” Piccolo Tibet.

Prima di tutto spazio alle presentazioni…
Sono una giornalista professionista, ho sempre lavorato nell’ambito degli sport invernali e del turismo di montagna. Come giornalista sono nata nella redazione di “Sciare”, allora diretta da Massimo Di Marco, quando frequentavo il primo anno di università. Con il tempo ho occupato tutti i ruoli della redazione fino a quello di direttore responsabile della rivista “Montebianco” per 4 anni.
Nel mondo della comunicazione ho lavorato come ufficio stampa e relazioni esterne per atleti, aziende del settore, località turistiche, eventi (Kristian Ghedina, Red Bull, Gruppo Amer Sports, Torino 2006).
Ci vuole raccontare com’è arrivata a Livigno?
Per occuparmi di un format sul turismo della Valtellina che si intitolava “Visti da Vicino” e andava in onda sulla tv locale, poi come ufficio stampa di APT.
Il Piccolo Tibet si è rivelato quello che si apettava?
Frequentavo Livigno come turista, ma vederlo “da dentro” è un caleidoscopio di realtà che si intrecciano e che rendono questa località particolarmente ricca di spunti. Livigno è un posto a sè, che non assomiglia a nessun altro, nè territorialmente, nè socialmente.
Quali sono le difficoltà maggiori che ha incontrato nel suo incarico di addetto stampa?
Le difficoltà maggiori le ho riscontrate nel periodo iniziale, quando la situazione generale di Apt non era tranquilla. Poi le cose si sono sistemate velocemente e da allora anche i problemi si sono appianati.

E le maggiori soddisfazioni?
Le soddisfazioni arrivano ogni volta che vedo pubblicato, su carta stampata, web o in video, un servizio in cui il giornalista è riuscito a trasmettere in modo autentico degli aspetti di Livigno. Questo significa che, a mia volta, sono riuscita a dargli degli input per lavorare nel miglior modo possibile.
Dove si vede tra 10 anni?
A scrivere un libro.
Lavorare a Livigno è più affascinante o impegnativo?
Entrambe le cose. Il fascino deriva senz’altro dal paesaggio, a volte un’idea o un’ispirazione può nascere semplicemente guardando un fiore o un retro noto dalla cima di una montagna. L’impegno sta nel riuscire a comunicare le moltissime attivitá che una località come Livigno sforna con una velocità e una frequenza impressionante.
Pregi e difetti dei livignaschi?
Come tutte le persone che vivono la montagna, hanno un’iniziale diffidenza che può trasformarsi in una grande sintonia, se scatta il feeling giusto.
Il suo parere sulla comunicazione turistica valtellinese?
In questo momento c’è una maggiore attenzione nei confronti della comunicazione rivolta sia ai media che al pubblico in genereale e questo sicuramente va apprezzato. Forse quello che manca è una maggiore coordinazione e univocità nei messaggi che vengono trasmessi all’esterno. Noto in Valtellina molta dispersione, per quanto riguarda il settore della comunicazione, sia di risorse umane che di denaro.
Dovevamo fare prima questa domanda… Cosa ne pensa di Valtellina Turismo Mobile?
Il valore aggiunto di VTM è la puntualità e la tempestività con cui vengono diffuse le notizie, in poche parole siete “sul pezzo”. Una cosa che ho notato è che fate informazione sia sulle grandi realtà turistiche, come può essere Livigno, che sui piccoli territori, che spesso nascondo dei veri e propri tesori.
Grazie Sara e buon lavoro!

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