Giovedì 23 settembre 2021

Incendi e lacrime di coccodrillo

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L’abbandono, voluto, della campagna, la burocrazia e il business dell’antincendio sono le cause principali dei roghi. Non si vuole fare prevenzione, non si vogliono contrastare le cause dell’abbandono dei pascoli e del presidio umano del territorio che si ritira sempre di più di fonte all’avanzata del bosco e di una fauna selvatica incontrollata. Spariscono i sentieri che consentivano interventi da terra sui piccoli focolai (a costi irrisori rispetto ai canadair), sparisce quel mosaico di aree a copertura erbacea e boschiva che creava delle fasce taglia fuoco. La “rinaturalizzazione” che ha portato le superfici boscate a superare quelle agricole comporta fenomeni di degrado, con le boscaglie che si estendono ma sono più vulnerabili a incendi catastrofici. Ma siamo in Italia dove, in assenza di cultura rurale e di vera cultura ambientale, non si fa distinzione tra il piccolo incendio boschivo che corre sul terreno e quello che avvolge le chiome, dove non si vuol capire che la migliore prevenzione è l’uso agropastorale, dove – dopo l’incendio – il verde da salotto propone le piantumazioni artificiali con essenze alloctone, premessa sicura di ancor più gravi disastri.
Fonte: Facebook.com/ruralpini
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