Martedì 26 ottobre 2021

Intervista al presidente Federalberghi Sondrio: “abbiamo tanto da offrire”

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Continuano le nostre interviste ai protagonisti del mondo turistico della provincia di Sondrio. Oggi è la volta di Aurelio Paruscio, presidente Federalberghi Confcommercio Sondrio, nonchè titolare dello storico Hotel Campelli di Albosaggia, struttura attiva da oltre 50 anni, che ha avuto come ospiti, tra gli altri, Mario Soldati ed Ermanno Olmi solo per citarne alcuni.

Che momento sta vivendo il turismo in Valtellina?
Siamo andati bene nel periodo Natale – Capodanno, poi c’è stata una flessione, con l’eccezione di Tirano, una delle poche zone con un saldo positivo. Le condizioni meteo sfavorevoli hanno inciso, troppa o poca neve non vanno mai bene per il turismo.
Il suo giudizio sulla situazione nazionale?
Se guardiamo i dati italiani che registrano un calo delle presenze del 16% non ci sono dubbi. L’Italia se vuole davvero puntare sul turismo deve seguire l’esempio di altri paesi che investono seriamente sulle risorse umane, come per esempio dove l’apprendistato (Germania ed Austria in primis) mette in condizione le strutture ricettive di avere personale a costo zero per tre anni, formando nel contempo operatori qualificati per il futuro del settore.
Come vede il futuro del turismo locale nei prossimi tre anni?
La crisi si sta facendo sentire ovunque, ma ancora di più nella nostra provincia, che paga la sua chiusura. Questo non permette agli operatori di fare investimenti. Il rischio che corriamo è di rimanere tagliati fuori dal mercato, fatta eccezione per Livigno che rimane, nel contesto locale, un’isola felice.
Quali sono i vostri punti di forza e debolezza?
Debolezza senza dubbio la storica mancanza di capacità di coordinamento della valle nel suo insieme, dove ognuno pensa al proprio orticello, non utilizzando tutte le peculiarità che potremmo offrire, concentrandosi troppo sullo sci e tralasciando enogastronomia, sentieristica e mtb. Il punto di forza della Valtellina è la natura, il cui potenziale non è ancora stato sfruttato.
Secondo le perché i turisti dovrebbero premiarci e venire in Valtellina e Valchiavenna a trascorrere le proprie vacanze?
Io penso che prima di tutto non dobbiamo dimenticare che siamo considerati le montagne di Milano, il bacino più grande d’Italia. Alla domanda mi viene spontaneo rispondere per l’incredibile concentrazione di cose che abbiamo e che in molti ci invidiano.
Cosa ne pensa di Valtellina Turismo Mobile?
Sono davvero affascinato dall’idea che avete avuto, fuori dai normali meccanismi. Un progetto intelligente, di qualità e mirato, realizzato da privati e senza logiche nascoste. Sono convinto che possa dare alla Valtellina un ottimo contributo in termini di comunicazione turistica.
Come facciamo spesso nelle nostre interviste chiudiamo con il suo video invito a venire in Valtellina:

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