Mercoledì 23 giugno 2021

La Cooperativa di Montagna punta sul biologico

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Ecosostenibilità, salubrità dei prodotti e ricerca della massima qualità. Questi gli obiettivi della svolta biologica della Cooperativa Vitivinicola Montagna Poggiridenti Ponchiera: nel 2016 è partito il nuovo servizio di trattamento fitosanitario biologico per cui la Cooperativa ha acquistato i mezzi necessari e allestito una squadra di tecnici.
Non sono poche le difficoltà organizzative di tale attività, principalmente legate a tempistica e conformazione territoriale locale che penalizza gli interventi meccanici a favore di quelli manuali. In particolare la tempestività di intervento è fondamentale, se si pensa alle frequenti piogge estive, dopo le quali è necessario coprire velocemente le pareti fogliari per proteggerle da un attacco fungino. E le problematiche delle operazioni si spiegano con la manualità del lavoro richiesto, a maggior ragione se pensiamo che la Cooperativa si impegna ad intervenire con i propri tecnici entro 48 ore dalla pioggia.
Per questo a Davide Fasolini e Pierpaolo Di Franco della Società Agricola Dirupi è venuto naturale “appoggiarci e confrontarci con una realtà attrezzata e presente sul territorio, composta da giovani come noi che hanno voglia di scommettere sulla sostenibilità ambientale, senza farsi spaventare dalle difficoltà che incontreremo durante questa bella sfida”. Dirupi che ha virato al bio 100% nei suoi 3 ettari di vigneti dislocati tra Sondrio, Montagna e Poggiridenti, nelle sottozone Grumello e Inferno DOCG.
Sposare un progetto come questo comporta un aggravio dei costi, ma i clienti, come Dirupi, sono convinti del valore aggiunto che ne ricaveranno sul prodotto finale, che remunererà l’investimento. Per questo motivo l’iniziativa vuole rivolgersi a tutte le aziende vitivinicole valtellinesi.
Ad avvalorare e affiancare scientificamente il progetto bio della Cooperativa la collaborazione instaurata con la Fondazione Fojanini, i cui tecnici, insieme al personale della squadra dedicata al servizio, seguono l’evolversi dei lavori, monitorandone i risultati.
Del resto la tendenza dei mercati, in particolare nel settore vitivinicolo, si sta dimostrando sempre più sensibile alla salubrità dei prodotti. La crescita della qualità dei vini valtellinesi, unita ad una corretta gestione delle pratiche agricole, creano un prodotto esclusivo riconosciuto dai mercati stessi.
E se in provincia di Sondrio i trattamenti sulla vite sono numericamente inferiori rispetto ad altre province, la Cooperativa da anni investe su prodotti con molecole meno impattanti dal punto di vista ambientale. Ne è testimonianza il progetto della confusione sessuale nella lotta contro tignola e tignoletta della vite (insetti che, danneggiando gli acini, causano l’insorgenza di marciumi) nei vigneti dei Dossi Salati nella sottozona del Grumello DOCG a Montagna in Valtellina.
La direzione dell’agricoltura locale è tracciata. La salvaguardia dell’ambiente è al primo posto. I trattamenti fitosanitari seguono già questa direzione, anche per le difficoltà territoriali che trasformano le necessità in virtù. L’impossibilità di lavorare con i mezzi meccanici sui vigneti favorisce il lavoro manuale: le ore di lavoro sono enormi, è fisiologico quindi cercare di intervenire il meno possibile.
La sfida del futuro sarà sviluppare l’impianto di nuove tipologie di vitigni resistenti che non necessitino o limitino l’utilizzo di trattamenti fitosanitari. Alcune aziende ne stanno vagliando la qualità per procedere alla realizzazione degli impianti in zone non vocate alla produzione DOCG, in territori solitamente destinati ad altre colture. Questo consentirebbe l’affiancamento al prodotto di punta, il Nebbiolo, di chicche produttive che permettano di recuperare territori incolti o diversificare le produzioni.

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