Giovedì 21 ottobre 2021

La denuncia: “prezzi elevati e ingressi limitati per musei e palazzi”

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Recentemente, mi è capitato di volere visitare Palazzo Malacrida a Morbegno, città meravigliosa che ospita uno dei più straordinari palazzi storici della Valtellina, insieme a Palazzo Vertemate, a Piuro, Palazzo Salis, a Tirano, e Palazzo Besta di Teglio. Da quando l’edificio è di proprietà dello Stato, si richiede di prenotare la propria visita, scegliendo il giorno e l’ora.
Questo provvedimento comporta due conseguenze: una positiva e l’altra negativa. Se è vero, infatti, che in questo modo è possibile economizzare, bisogna tenere in considerazione che un turista non valtellinese può soggiornare in una località per pochi giorni, ed è immorale non consentirgli di accedere ad uno dei più bei edifici risalenti al XVIII secolo. Ben più grave è il fatto che, nella maggior parte dei casi, queste strutture siano chiuse al pubblico o accessibili, appunto, solo su prenotazione.
Questa problematica concerne anche le chiese, grazie alle quali è possibile scoprire la cultura cristiana, poiché il cristianesimo non è solo religione, ma anche tradizione artistica, come dimostrano le iconografie sacre, dipinte in modo consistente fino al XIX secolo, prima della nuova corrente venuta dalla Francia, l’Impressionismo.
Recentemente, volendo visitare la bellissima chiesa dei Santi Antonio e Andrea, a Chiuro, ho trovato i portoni chiusi. Fortunatamente ho avuto modo di riscontrare che i bellissimi affreschi cinquecenteschi della Cappella dei Disciplini sono in buono stato di conservazione, ma lo stesso episodio è avvenuto a San Carlo delle Nevi, sempre in Chiuro. Se vogliamo che il turismo incrementi, è necessario prendere dei provvedimenti che attirino l’attenzione del turista, salvaguardando il nostro patrimonio, e che consentano loro di osservare i tesori della nostra magnifica valle.
Alessandro Cantoni Save Valtellina’s Heritage

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