Giovedì 17 giugno 2021

La Grande Guerra nelle Valli del Bitto 1916-2016

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Albaredo per San MarcoEsattamente cento anni fa, nella primavera del 1916, il territorio della media e bassa Valtellina fu coinvolto in un vasto progetto di fortificazione a protezione del confine elvetico che, saldandosi con il fronte bellico della “Guerra Bianca”, permettesse di contrastare un’eventuale attacco nemico proveniente dalle Alpi centrali. La storia, anche in questo caso, non diede ragione al generale Cadorna anche se la situazione durante il primo anno di conflitto italiano ne giustificasse l’utilità a fronte dell’incertezza politico/militare della stessa Svizzera.
Una linea di difesa che dalla Valtellina arrivava alla Valle d’Aosta fu quindi realizzata in tutta fretta in un solo anno di lavori tra le montagne, i valichi e le valli alpine, integrando il sistema difensivo esistente, composto nel territorio nostrano, dalle principali e imponenti batterie corazzate tipo Rocchi di Montecchio, Canali e Oga.
Quarantamila operai (secondo stime recenti), composti prevalentemente dalla Milizia Territoriale e da civili volontari (molti dei quali locali), si alternarono nei turni di lavoro tra le difficoltà dei lavori in quota per la costruzione della più grande linea difensiva della storia delle Alpi: la “Frontiera Nord” o più comunemente “Linea Cadorna” dal nome del generale che ne volle la costruzione.
La guerra, a conti fatti, prese altre strade e a seguito della disfatta di Caporetto, l’intero progetto venne quasi totalmente abbandonato. Il Piave era diventato l’ultimo e l’unico fronte di guerra italiano e la Frontiera Nord, ad un anno dalla sua nascita si dimostrò totalmente inutile.
Il confine elvetico rimase infatti inviolato durante il conflitto. La maggior parte delle opere vennero abbandonate e il suo ricordo pian piano andò cancellandosi tra le frane e gli inverni d’alta quota, lontano dalle vicende e dei fatti raccontati nei libri di testo.
Nulla di tragico o glorioso poteva essere scritto di questa storia senonché ad un secolo di distanza il peso della guerra tornasse a ricordare la vita e i problemi della società passata e di quella presente. Ed è forse stato quest’ultimo segno ad aver acceso la luce sui tragici eventi della Grande Guerra, trasformandoli in risorse e testimonianze del patrimonio storico e culturale, della nostra memoria. Un bene da conoscere valorizzare e tutelare.
Con questa premessa iniziò nel 2010 un progetto rivolto ad affrontare questa tematica, sostenuto dalla curiosità di questa storia e dai tanti manufatti militari ancora riconoscibili tra le montagne delle Valli del Bitto e non solo. Una curiosità che permise di approfondire l’argomento e di costruire attorno ad esso un progetto di “valorizzazione partecipata”, realizzato dai tanti volontari che nel corso di questi anni hanno sostenuto nella promozione della conoscenza storica, del territorio e nella valorizzazione delle risorse dei piccoli paesi di montagna, dove l’accessibilità è un limite e spesso anche una discriminante a parità di risorse.
Un percorso difficile ma stimolante fatto di visite guidate, interventi nelle scuole, serate a tema, film-documentari, avventure goliardiche e che, in questo particolare anno, vede uniti sei Comuni in un unico grande progetto commemorativo denominato “La Grande Guerra nelle Valli del Bitto”.
Grazie all’interesse condiviso delle amministrazioni di Albaredo per San Marco, Bema, Cosio Valtellino, Gerola Alta, Pedesina, Rasura e dell’Ecomuseo della Valgerola, si è potuto quindi realizzare un ampio programma con eventi itineranti nei vari paesi, serate a tema, cartellonistica dedicata, visite guidate, sistemazione sentieristica e la pubblicazione di un libro che porterà alla luce in dettaglio una parte del vasto patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale, disseminato tra i boschi e le montagne delle Orobie a cento anni dalla sua realizzazione.
I prossimi appuntamenti sono previsti per sabato 9 luglio con una serata di approfondimento storico sul tema della Frontiera Nord a Sacco (frazione di Cosio Valtellino), per proseguire con le visite guidate aperte a tutti previste per la giornata di domenica 10 luglio (ritrovo ore 10:15) presso Passo San Marco e Passo del Verrobbio.
Sarà per tutti un’occasione di scoperta del nostro territorio, disseminato di storie e potenzialità spesso dimenticate, al fine di dare risalto a quel patrimonio storico artistico e culturale diffuso: punto di riferimento per una crescita e consapevolezza comunitaria sui temi della valorizzazione e della tutela, oltre che alle potenzialità turistiche (non classico/predatorie) spinte verso la qualità e i piccoli numeri dei piccoli paesi.
La Grande Guerra nelle Valli del Bitto: il programma 2016
sabato 9 luglio:
frazione Sacco (Cosio Valtellino)
ore 21:00 presso la scuola dell’infanzia presentazione storica e inaugurazione cartellonistica
domenica 10 luglio:
Passo San Marco – Passo Verrobbio
visita guidata alle opere della Prima Guerra Mondiale
sabato 30 luglio:
Bema
ore 20:30 presso il Polifunzionale
presentazione storica e inaugurazione cartellonistica
domenica 31 luglio:
Pedesina
ore 21:00 presso la Sala Belvedere
presentazione del libro “GAREF Storia di un’avventura partecipata” e inaugurazione cartellonistica
sabato-domenica 6-7 agosto:
Pedesina
mostra sulla Grande Guerra in provincia (a cura della Pro loco di Pedesina)
lunedi 8 agosto:
Bocchetta di Stavello
visita guidata alle opere della Prima Guerra Mondiale
sabato 22 ottobre:
frazione Piagno (Cosio Valtellino)
ore 21:00 presso la sede della protezione civile presentazione storica e inaugurazione cartellonistica

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