Venerdì 30 luglio 2021

La località turistica senza seconde case

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In Valtellina, secondo le ultime stime disponibili, non facili da trovare, sono presenti oltre 70mila alloggi sfitti. La maggior parte sono seconde case. La loro distribuzione è decisamente variabile, con località che ne sono sostanzialmente invase, ed altre che hanno invece contenuto, almeno in parte, l’espansione.
Immobili di proprietà di turisti che hanno investito sulle vacanze e la frequenza delle stesse in provincia di Sondrio. Il fenomeno è iniziato negli anni ’70, consolidandosi e superando spesso il limite negli “anni da bere”. Anche gli anni ’90 del secolo scorso sono stati di espansione del fenomeno con una contrazione dovuto alle modifiche del mercato vacanziero, in particolare invernale, avvenuto a partire dai primi anni duemila.

Viste come un problema da molti operatori e amministratori, la scorsa estate sono diventate, a causa del Covid, una risorsa. Le richieste di affitto di medio e lungo periodo, turisticamente parlando, sono arrivate a cifre mai nemmeno ipotizzate prima della pandemia.
Anche dopo l’estate, comunque, i provvedimenti del Governo che hanno sempre premiato gli spostamenti verso questa tipologia di alloggio ha sicuramente rivalutato nei confronti dell’opinione pubblica il valore e l’immagine di queste proprietà immobiliari.




Ma c’è un luogo in Valtellina che non è stato minimamente toccato dal fenomeno. Stiamo parlando ovviamente di Livigno. Che ha più volte lamentato il disinteresse verso i vari Dpcm che lasciavano “sul mercato” i turisti da seconda casa. Il motivo è semplice: la dotazione di seconde case nel Piccolo Tibet non arriva a 40 immobili.
Non è mai stato un buon affare a Livigno investire sul mattone e la vendita in senso stretto. Molto più remunerativo, e nelle corde dei commercianti del paese, dedicarsi all’attività imprenditoriale legata all’utilizzo dei posti letto e alla vendita di beni e servizi nelle proprietà commerciali.
Il paese in montagna che non ti paga per andarci a vivere, ma quasi
Il paese che conta sui 6.800 abitanti ha circa 2.500 famiglie che tende a mantenere interno il mercato immobiliare. Difficile che delle case quando sono in vendita escano da Livigno come proprietà. I livignaschi da questo punto di vita ci tengono particolarmente a mantenere l’identità del paese sotto tanti aspetti. Il controllo del mercato immobiliare è ovviamente uno di questi. E non di certo trascurabile per preservare immagine, ma anche sostanza di un luogo che vive di turismo.
Se parliamo di strutture ricettive lo sviluppo turistico di Livigno è evidente dai numeri: dai 6 alberghi del 1965 (quando venne costruito il tunnel “Munt la Schera” che collega il paese alla Svizzera), si è saliti nel 2002 a più di 100 alberghi per 4.800 posti letto e oltre 900 appartamenti in affittanza settimanale. Oggi conta circa 110 hotel, 12.000 posti letto e 1.500.000 di presenze ricettive annue.
Ovviamente in tutto questo, oltre alla rinconsciuta e incontestabile operosità dei livignaschi, ha contribuito in modo decisivo il duty free.
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