Martedì 27 luglio 2021

La montagna è un parco giochi infinito, parola di Maurizio Torri e SdM

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Maurizio TorriDopo l’intervista al presidente del Coni provinciale, prosegue il nostro percorso nel mondo dello sport valtellinese, in particolare di quello che può avere un forte ruolo futuro nel rilancio del turismo locale.
Grazie alla fortuna coincidenza di disporre in Valtellina del sito web “Sport di Montagna” ci è venuto naturale coinvolgerne l’ideatore e scoprire con lui questo mondo affascinante.
Maurizio Torri, di Traona, 38 anni, laureato in filosofia ad indirizzo psicologico, giornalista pubblicista dal 2005, si occupa di uffici stampa nel settore sportivo e automobilistico. Grande appassionato, per usare un eufemismo, degli sport legati al mondo outdoor della montagna, discipline che pratica in prima persona “perché non puoi scrivere di qualcosa che non conosci”.
Sportdimontagna.com, online da dicembre 2009, è uno tra i portali leader del settore, con una media di 3.000 accessi al giorno, aggiornato quotidianamente con notizie su tutto l’arco alpino, in particolare quando ci sono delle gare, con centinaia di foto e video realizzato a “caldo”.
Com’è nato il portale?
È stato creato per dare una valvola di sfogo a sport che non sono minori, ma in crescita e in salute, sia in termini di tesseramenti che di numeri. Lavorando come ufficio stampa per tante gare mi sono reso conto subito che non ottenevano la giusta visibilità che meritavano, con le redazioni dei media troppo spesso vincolate allo stereotipo sport uguale calcio, e allora mi sono buttato nel progetto. Devo dire che a distanza di anni la scommessa SdM è stata vinta.
Ritiene che gli sport che ama e su cui scrive siano adeguatamente valorizzati in provincia di Sondrio?
Assolutamente no, basti pensare alla Granfondo Alta Valtellina, quest’anno annullata, che portava cinquecento concorrenti paganti e turismo vero, con la migliore promozione turistica del territorio possibile. Purtroppo sempre più spesso gli organizzatori non vengono adeguatamente sostenuti, mentre si spendono fior di soldi ad esempio per il Giro d’Italia che vorrei vedere, dati alla mano, che feedback porta a livello turistico.
Che cosa serve davvero secondo lei?
È necessario che chi fa politica e chi si occupa di turismo si renda conto che lo sport outdoor di montagna è il migliore volano che possono immaginare e trovare.
Basta citare il caso di Marco De Gasperi, una leggenda vivente della corsa in montagna, atleta che tutto il mondo ci invidia e che in Valtellina è poco conosciuto e sfruttato. Mentre il suo alterego iberico Kilian Jornet viene premiato da tre anni da Re Juan Carlos come atleta dell’anno, noi, che siamo la provincia al centro delle Alpi, non lo aiutiamo minimamente.
Al contrario dovremmo sponsorizzare i nostri campioni e atleti migliori per incentivare lo sport outdoor, che porta turismo.
In troppi non hanno compreso il potenziale delle manifestazioni di cui parlo e a cui partecipo, cito ad esempio il Kima, una vera e propria bomba a livello mediatico, ma temo che più si vada avanti più gli organizzatori verranno lasciati soli nell’onere dell’impresa.
Stesso discorso per la perdita importantissima della sky race Valmalenco Valposchiavo, anche lei rimandata di un anno. Nessuna gara sta in piedi con le iscrizioni, senza il sostegno di sponsor ed enti non si possono realizzare eventi così importanti e complessi allo stesso tempo, ma con ricadute enormi sul territorio.
Devo dire però che sono contento della nomina come Assessore in Regione Lombardia di Antonio Rossi, che senza dubbio di sport se ne intende e parla di realtà che conosce bene.
Una piccola critica al movimento però va fatta, ci sono troppe gare, in tempi di vacche magre non si può sostenerle tutte non crede?
L’agenda gare è quasi inflazionata. C’è un’esplosione in questo senso e in tanti vogliono usare il traino sportivo per promuovere il proprio territorio. Il problema esiste, non si può negare.
Torniamo al suo sito, immaginiamo non sia facile restare al passo degli eventi?
Confermo, il portale del resto parla al mondo della montagna a 360 gradi, in particolare alle regioni del centro e nord Italia. Seguendo le gare dall’interno le posso però raccontare davvero, restando sempre sul pezzo. Per farlo devo ringraziare il sostegno delle aziende che credono in quello che faccio e nel potenziale degli sport outdoor.
Quando e dove si allena e su quali montagne?
Mi alleno ogni volta che posso, quasi tutti i giorni, da solo o in compagnia, anche se in due è sicuramente più piacevole correre o fare escursioni, del resto la montagna è un parco giochi infinito.
Sia sincero, prima di correre avrà peccato anche lei con gli sport nazional-popolari dello stivale?
Lo ammetto… ho giocato a calcio, sia a 11 che a 5, però, dopo troppo tempo passato in panchina, ho pensato che era meglio diventare titolare, però in uno sport senza scuse, dove non me la posso prendere con l’arbitro.
I suoi sport sono fantastici, ma sembra incredibile che proprio a livello amatoriale sia più diffuso il doping, cosa ne pensa?
Il problema è delicato. Purtroppo anche nello sport di montagna non tutto è duro e puro, alcune prestazioni altalenanti che vedi ti fanno riflettere. I professionisti sono seguitissimi e sottoposti a continui controlli, mentre nell’amatoriale il doping è una piaga dura da controllare.
La cosa assurda è che ci sono persone che rischiano di rovinarsi la vita per battere il vicino di casa. Quando ti dopi il primo che freghi sei sempre te stesso.
Doping che serve (secondo noi) per gareggiare e poi lavorare subito dopo…
Di solito partecipo alla gara e solo alla fine inizia il “duro” lavoro, anche se lavorare in ufficio per me sarebbe molto peggio.
Come Valtellina Turismo Mobile diamo tutto lo spazio che possiamo a tutte le discipline, dalla grande alla piccola località, anche se in termini di impegno ci converrebbe fare altre scelte
A mio parere è la strada giusta, un portale che cerca di valorizzare il nostro ambiente, ma anche la sua storia, tradizione e cultura è positivo a prescindere. Uno dei problemi della nostra valle è che si piange sempre addosso, senza rendersi conto che abbiamo delle cose stupende, e una marea di cose da fare, non solo lo sci.
A cura di Sandro Faccinelli

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