Domenica 01 agosto 2021

La qualità del paesaggio in Svizzera: un valore che viene pagato

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Appena si passa il confine svizzero subito balza all’occhio la cura del paesaggio alpino. Da sempre. E subito parte il confronto con l’Italia. Partendo dalle strade per arrivare ai prati sempre falciati. E magari con le vacche che vi pascolano liberamente.
La spiegazione, però, non è antropologica, ma economica.
La Confederazione Svizzera, infatti, ritiene che sia un elemento positivo (e un valore) per la collettività il fatto che gli agricoltori elvetici curino il paesaggio nei minimi dettagli e per questo elargisce contributi “Cqp – contributi per la qualità del paesaggio” che abbiano lo scopo di elevarne la qualità con fiori, aiuole, viali alberati, pagliai, prati fioriti, boschi manutenuti, siepi ordinate e tanto ordine e pulizia.
Perché essere guardiani dell’ambiente non è uno slogan ad uso e consumo degli altri quando gli serve in campagna elettorale, ma un ruolo che va sostenuto formalmente. A patto che, ovviamente, i lavori siano svolti e controllati. A tutela anche dell’immagine dei contadini. Perché i nostri vicini elvetici conoscono il valore delle ricadute positive della cura del paesaggio rurale dal punto di vista turistico. E per questo puntano sulla sostenibilità delle produzioni locali diminuendo il carico su suolo, acqua e aria nel rispetto delle basi vitali naturali.
Poi chiaro che se parliamo della Svizzera non ci si può meravigliare dell’esistenza di una vero e proprio prontuario-listino che applica una tariffa per ogni lavoro di compensazione ecologica.
Alcuni esempi? Per i viali alberati si parla di 15 franchi ad albero, un muretto a secco 100, una fontana di legno 300 franchi. Ma tutto deve essere perfetto, al fine di contribuire all’attrattiva delle zone turistiche e alla creazione di posti di lavoro, perché il paesaggio rurale rispecchia in primo luogo la produzione. Da cui anche la grande importanza che viene data in Svizzera al benessere degli animali, e quindi all’alimentazione derivante dai loro prodotti.
Senza dimenticare che il 7% della superficie coltivabile delle aziende deve essere gestita in modo da fornire una compensazione ecologica delle attività agricole stesse.

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